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| ANNALE
XIII Alla
morte di Gramsci, Togliatti attivò il Comintern
perché i Quaderni del carcere venissero recuperati (probabilmente
attraverso una trattativa fra il governo sovietico e quello di Mussolini)
e portati a Mosca presso i suoi archivi. L’iniziativa contravveniva
la volontà di Gramsci che invece avrebbe voluto destinarli alla
moglie Giulia ed escludere Togliatti dal loro controllo. I Quaderni
furono recuperati dalla cognata Tatiana Schucht e inviati a Mosca attraverso
l’ambasciata sovietica di Roma poco prima del suo rientro in Russia
(novembre 1938). Per decidere dell’eredità letteraria di
Gramsci il Comintern istituì una commissione, di cui Togliatti
fu naturalmente il dominus. Affidatagli la pubblicazione delle Lettere
e dei Quaderni, egli cominciò a lavorarci alla fine del ’39
e poco prima del suo rientro in Italia (marzo 1944) la scelta delle
lettere, che con la pubblicazione da Einaudi nel 1947 costituì
il primo volume delle Opere di Antonio Gramsci, era già fatta.
Sostanzialmente definito era anche il piano editoriale dei Quaderni,
che furono pubblicati da Einaudi, in sei volumi, dal 1948 al 1951. |