L'Archivio
Sibilla Aleramo è parte del patrimonio degli Archivi
della Fondazione Istituto Gramsci.
SIBILLA ALERAMO
Rina Faccio (Marta Felicina) nasce il 14 agosto 1876 ad
Alessandria da Ambrogio, ingegnere e insegnante di scienze,
e Ernesta Cottino. Un anno dopo la famiglia si sposta a
Vercelli, dove nel 1879 nasce la sorella Corinna, e successivamente
a Milano dove Rina frequenta le scuole elementari legandosi
alla sua maestra Giuseppina Tavola e dove vengono alla luce
il fratello Aldo e nel 1883 la sorella Iolanda. Nel luglio
1888 la famiglia Faccio si trasferisce a Porto Civitanova
Marche dove Ambrogio era stato incaricato di dirigere la
filiale di una vetreria milanese. Qui Rina prosegue la sua
formazione scolastica sotto la guida paterna – a Porto
Civitanova non esistevano scuole superiori a quelle elementari
– e dai dodici ai quindici anni lavora quale contabile
nell’azienda del padre. Nel 1889 Ernesta Cottino,
dopo una serie di crisi depressive sempre più gravi
tenta il suicidio gettandosi dalla finestra, Rina le subentra
nel governo della casa alternando i lavori domestici all’impiego
nella vetreria. L’anno successivo accompagna il padre
in un viaggio in Umbria,
nelle Puglie, a Napoli e a Roma. Nel 1892 viene violentata
da Ulderico Pierangeli impiegato anch’egli nella vetreria;
lo sposerà l’anno successivo, mentre la madre
viene reclusa nel manicomio di Macerata dove resterà
fino alla morte avvenuta nel 1917. Fra
il 1892 e il 1894 comincia le collaborazioni (con gli pseudonimi
di Nira o Reseda) con alcuni periodici regionali occupandosi
della cronaca mondana.
... continua
da un estratto della Guida alla consultazione dell'Archivio
Sibilla Aleramo
Le carte
Lasciato per testamento al Partito comunista italiano e
versato all'Istituto Gramsci nel gennaio 1960 l'Archivio
Sibilla Aleramo comprende la sua copiosa corrispondenza
(oltre 25.000 lettere), i manoscritti e gli appunti preparatori
dei suoi lavori editi e inediti, i testamenti, una corposa
rassegna stampa comprendente sia i suoi articoli sia quanto
su Aleramo è stato scritto e un gran numero di fotografie
che ritraggono la scrittrice e molti dei suoi amici e conoscenti.
Accanto all'Archivio la Fondazione conserva anche la biblioteca
di Sibilla Aleramo formata da 1.532 tra volumi e opuscoli,
molte prime edizioni delle sue opere e delle traduzioni
di queste, volumi di letteratura molti dei quali postillati
o con dediche autografe.