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L'Edizione nazionale delle opere di Antonio Gramsci Gli ultimi venti anni del Novecento hanno segnato una rinnovata stagione di studio e di riflessione su Antonio Gramsci. L'opera gramsciana ha conosciuto nel mondo - in paesi diversi per storia, collocazione politica e tradizioni intellettuali, in particolare nel mondo anglosassone e nel continente latino-americano, - una larga diffusione. Le traduzioni degli scritti gramsciani - principalmente quelli del carcere, hanno avuto in questi anni una grande fortuna editoriale: i Quaderni sono stati tradotti negli Stati Uniti, in Russia, in Germania, in Francia e in Giappone e si sono accresciute le raccolte antologiche in varie lingue. L'iniziativa di edizione è sempre stata presa da grandi editori (Columbia University Press negli USA, Gallimard in Francia). Gramsci è oggi letto nel mondo come un classico del pensiero politico del Novecento ed è l'autore italiano più tradotto e, forse, il più studiato. La bibliografia internazionale di studi dedicati alla sua opera (curata da una équipe di studiosi americani e di ricercatori della Fondazione Istituto Gramsci di Roma) è giunta a 9.000 voci, 6.000 delle quali riguardano scritti (monografie, saggi, articoli) degli ultimi quindici anni. Era quindi un dovere della cultura italiana apprestare tutti gli strumenti critici e filologici perché lo studio del pensiero gramsciano potesse procedere su solide basi scientifiche. Né gli scritti precedenti il carcere (1913-1926), né i carteggi hanno avuto, finora, una vera e propria edizione critica. E dopo venti anni dalla prima edizione cronologica, anche i Quaderni devono essere ripubblicati con criteri metodologici e un apparato critico ulteriormente affinati. Muovendo da tali premesse e per far fronte ad un compito per essa istituzionale la Fondazione Istituto Gramsci fin dal 1990 aveva avanzato la proposta di una Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, cioè una edizione critica integrale. L'Edizione nazionale delle opere di Antonio Gramsci è stata istituita nel 1996 dal Ministero dei beni culturali e ambientali con DM del 20 dicembre. Contestualmente all'istituzione dell'Edizione, il Ministero ha nominato una Commissione scientifica preposta a decidere il piano editoriale dell'opera e a seguirne la realizzazione. La Commissione è stata insediata il 19 febbraio 1997 e ha deciso la formazione al suo interno di una Sottocommissione ristretta composta da Luciano Canfora, Michele Ciliberto, Gianni Francioni, Dante Isella, Luisa Mangoni, Leonardo Paggi, Armando Petrucci, Ezio Raimondi e da Chiara Daniele, conferendole l'incarico di discutere e di fissare i criteri editoriali e di elaborare una proposta complessiva di piano editoriale per l'Edizione nazionale. Fin quando è vissuto ne ha fatto parte anche Valentino Gerratana Nel 1998 è stato discusso e approvato un piano editoriale che prevede l'edizione dell'intero corpus degli scritti gramsciani in tre grandi sezioni: Scritti 1913-novembre 1926, Epistolario 1908-1937, Quaderni del carcere - nell'edizione dei quali saranno compresi anche i quaderni di traduzione e le traduzioni contenute nei quaderni 7 e 9 che non erano stati pubblicati nell'edizione Gerratana - e una serie di appendici nelle quali saranno raccolti i documenti necessari a contestualizzare i testi gramsciani nella vicenda storico-politica del periodo. SCRITTI
1913-NOVEMBRE 1926 QUADERNI
DEL CARCERE EPISTOLARIO
1908-1937 |
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