| QUADERNI
DEL CARCERE
Edizione critica diretta da
Gianni Francioni
1.Quaderni di traduzioni (1929-1932)
a
cura di Giuseppe Cospito e Gianni Francioni
Roma,
Istituto della Enciclopedia Italiana, 2007
Il
presente volume raccoglie le traduzioni dal tedesco
e dal russo e gli esercizi sulla lingua inglese eseguiti da Gramsci
in carcere tra il 1929 e il 1932. Fatta esclusione per due eccezioni
di cui diremo tra breve, si tratta di testi sostanzialmente inediti
e di conseguenza largamente ignorati non solo dal pubblico, ma dalla
stessa critica gramsciana.
Come è noto, infatti, le traduzioni furono escluse, con motivazioni
diverse ma convergenti nello scartare le ipotesi iniziali di una loro
pubblicazione, sia dall’edizione tematica (1948-51), sia dall’edizione
cronologica (1975) dei Quaderni. Per quanto riguarda la prima, a un
progetto originario steso da Felice Platone intorno al 1946 e articolato
in otto volumi, uno dei quali destinato appunto ad accogliere le traduzioni,
fece seguito una redistribuzione del materiale in soli sei volumi,1
con l’omissione, oltre che delle traduzioni, anche delle note
di prima stesura, da Gramsci successivamente cassate e riscritte in
quaderni che egli stesso definì «speciali». Quanto
alla seconda edizione, dopo aver contemplato nel 1967 l’eventualità
di «raggruppare a parte i quaderni di sole traduzioni»,2
il suo curatore, Valentino Gerratana, si determinò a sua volta
per la loro non inclusione, «che avrebbe solo appesantito inutilmente
un’edizione già così carica»: a parere dello
studioso, i quaderni di traduzioni «si collocano chiaramente
al di fuori del piano di lavoro propostosi da Gramsci nella stesura
dei Quaderni », essendo stati concepiti dal loro autore «come
un esercizio distensivo e un allenamento mentale utili per un certo
periodo», e pertanto «non presentano nessuna caratteristica
che vada al di là dell’immediatezza pragmatica a cui
intendevano rispondere». Tutte queste considerazioni indussero
Gerratana a rendere ampiamente conto nell’apparato critico dei
singoli testi tradotti da Gramsci, salvo poi limitarsi a inserire
in appendice «alcuni esempi delle traduzioni gramsciane dei
testi di Marx, più direttamente legati alla tematica dei Quaderni
».3 Oltre a queste pochissime pagine edite da Gerratana, nel
1980 vennero in qualche modo pubblicate le versioni gramsciane delle
favole dei fratelli Grimm, ma dopo essere state sottoposte a interventi
redazionali talmente arbitrari da renderle pressoché irriconoscibili.
[continua]
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