DOCUMENTI 1. APPUNTI DI GLOTTOLOGIA 1912-1913

ANTONIO GRAMSCI. DOCUMENTI 1
APPUNTI DI GLOTTOLOGIA 1912-1913
a cura di Giancarlo Schirru
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana 2016 | pp. 254
ISBN 8812005970

 

Descrizione degli ‘Appunti di glottologia’: l’edizione è tratta dall’unica copia nota di un volumetto litografato, costituito dalla dispensa adespota del corso di Glottologia svoltosi all’Università di Torino nell’anno accademico 1912-1913. Lo stampatore del volume è la Tipografia A. Viretto di Torino, che figura come editore di molte altre dispense dell’ateneo subalpino. L’autore va certamente identificato con Matteo Bartoli, che tenne quel corso come professore ordinario titolare dell’insegnamento fin dal gennaio 19081; nell’Introduzione al presente volume abbiamo ripercorso le vicende che hanno reso nota la dispensa ora conservata presso la Fondazione Gramsci di Roma.

 

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Indice

Introduzione, XI

Appunti di glottologia. Anno Accademico 1912-1913, 1

Apparati, 153
Commento, 155
Nota al testo, 169
Bibliografia, 191
Indici, 215

Indice generale, 253


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dall’Introduzione

Il testo qui edito è costituito dalla dispensa del corso di Glottologia tenuto da Matteo Bartoli all’università di torino nell’anno accademico 1912-1913. I suoi motivi di interesse non riguardano soltanto la figura del celebre studioso di origine istriana che tenne quelle lezioni, o più in generale la storia degli studi linguistici in Italia e il loro sviluppo nell’istituzione universitaria, ma anche un particolare legato all’estensore materiale della matrice manoscritta da cui è stata tratta la stampa litografica: quest’ultimo è identificabile con Antonio Gramsci, allora studente all’università di torino, in particolare impegnato negli studi linguistici sotto la guida proprio di Bartoli, con cui almeno fino al 1918 ebbe in progetto di compiere la propria tesi di laurea1. Il documento ci consente dunque di conoscere con un certo dettaglio quale fosse l’insegnamento a cui Gramsci si era sottoposto nei suoi primi anni di università, quali le sue letture, quali gli strumenti scientifici di cui aveva appreso l’uso. Più in generale, è possibile dedurre da questo scritto in che modo Gramsci andava formando la sua personalità scientifica in un momento in cui egli intendeva indirizzarsi verso un preciso àmbito disciplinare, quello della linguistica appunto. La dispensa è già nota: fu segnalata da renzo de Felice con una breve notizia pubblicata nel 1964 sulla «rivista storica del socialismo», in cui l’autore afferma di trarre le sue informazioni da una copia in possesso «della signora Olga Pastore, che ringraziamo per la sua gentilezza e liberalità» (de Felice 1964, p. 219). L’esemplare nelle mani di de Felice sembra essere lo stesso conservato oggi presso la Fondazione Istituto Gramsci, come si evince da un’annotazione manoscritta da lui citata («La copia da noi esaminata presenta altresì una nota autografa di Antonio Gramsci a un amico e, evidentemente, compagno di studi», ibidem) che corrisponde a quella che si può ancora leggere sull’esemplare da noi consultato: «all’am[…] / domandando scusa per il ritardo / A. Gramsci»2. L’attribuzione della stesura materiale a Gramsci può essere avanzata sulla base della grafia, dal momento che la dispensa è riprodotta da una matrice manoscritta: il riconoscimento della mano di Gramsci nella scrittura che percorre l’intero volumetto è stato già proposto da de Felice («Le dispense […] sono litografate e ripetono chiaramente l’inconfondibile carattere della calligrafia gramsciana», ibidem). […]

 
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