ANNALE XV – Togliatti nel suo tempo

a cura di Roberto Gualtieri, Carlo Spagnolo, Ermanno Taviani
Roma, Carocci 2007
pp. 454, € 31,00 | 9788843041848

 

 

 

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Indice
Introduzione di Roberto Gualtieri, Carlo Spagnolo, Ermanno Taviani
PARTE PRIMA. TOGLIATTI E LA CULTURA ITALIANA

Togliatti e la storia d’Italia di Giuseppe Vacca
1. Guerra antifascista e nazionalizzazione dei partiti comunisti
2. La politica estera dell’Italia. Linee di mutamento della cultura politica del PCI
3. L’eredità di Cavour, di Mazzini e di Giolitti
4. Questione cattolica e questione vaticana prima e dopo il fascismo
5. Il fascismo come problema storico
6. La crisi della cultura italiana fra Ottocento e Novecento
7. Un capitalismo di bassi salari e bassi consumi
8. Le classi popolari dal Risorgimento alla Repubblica
Un primo della classe. La formazione torinese di Palmiro Togliatti di Angelo d’Orsi
Le premesse della democrazia di Lucio Villari
Togliatti, la «ricerca oggettiva» e la politica della storia di Albertina Vittoria
Questione nazionale e questione cattolica in Togliatti di Mario Belardinelli
PARTE SECONDA. DIRIGENTE DELL’INTERNAZIONALE COMUNISTA TRA LE DUE GUERRE
Togliatti e il fascismo di Aldo Agosti
Togliatti e la lotta per la pace (1927-35) di Anna Di Biagio
1. Il Comintern di Bucharin
2. La campagna comunista contro il pericolo di guerra
3. Lotta per la pace e difesa della “patria socialista”
Nel Grande Terrore. Togliatti dirigente dell’Internazionale comunista tra le due guerre di Elena Dundovich
1. Introduzione
2. Togliatti e la “stalinizzazione” del PCI (1936-38)
3. Togliatti e l’epurazione degli antifascisti italiani emigrati in URSS (1936-37)
4. Ombre e sospetti sul leader del PCI: Togliatti perseguitato? (1937-40)
5. Le responsabilità di Togliatti
Togliatti e i prigionieri dell’ARMIR di Maria Teresa Giusti
1. Le condizioni dei prigionieri italiani
2. Togliatti e “L’Alba”
3. L’ipotesi della formazione di reparti armati costituiti da prigionieri
4. Il rimpatrio
5. Le richieste di notizie dei dispersi da parte dei familiari
Togliatti dirigente del Comintern: un bilancio di Francesco Benvenuti
Sul retroterra politico di Palmiro Togliatti. Note in margine alla formazione di un leader di Paolo Pombeni
PARTE TERZA. TOGLIATTI E IL COMUNISMO INTERNAZIONALE POSTBELLICO
Togliatti e Stalin di Silvio Pons
1. Lo Stato sovietico e il realismo politico
2. Antifascismo e lealtà all’URSS
3. L’“asse” con Stalin e l’unità nazionale
4. L’URSS come risorsa e come contraddizione
I dilemmi della destalinizzazione: Togliatti, il XX Congresso del PCUS e le sue conseguenze (1956) di Jonathan Haslam
Togliatti e il movimento comunista internazionale (1956-64) di Carlo Spagnolo
1. Premessa
2. La cartella di Togliatti
3. Il Memoriale di Yalta e il centro-sinistra
4. Togliatti e le ambiguità del PCI
5. Il XX Congresso e la coesistenza pacifica
6. Togliatti e la transizione al socialismo
7. La risposta del PCUS al policentrismo e la Conferenza di Mosca del 1957
8. L’azzardo della transizione al comunismo
9. L’unità nella diversità: questioni aperte sulla storia del PCI
La dimensione internazionale della democrazia progressiva di Guido Formigoni
Togliatti stalinista di Elena Aga Rossi
PARTE QUARTA. LA FORMAZIONE DELL’ITALIA REPUBBLICANA
La democrazia dei partiti e il «partito nuovo» di Giovanni Gozzini
1. Posizione del problema
2. «Le cose nuove che non si trovano in Lenin e Stalin»
3. Il primato della politica estera
4. Politica estera e politica nazionale
5. Un partito per famiglie
6. Un elettorato stabile
7. Il sistema politico della Repubblica dei partiti
Palmiro Togliatti e la costruzione della Repubblica di Roberto Gualtieri
1. La svolta di Salerno
2. Il partito nuovo
3. Unità antifascista e Costituente
4. Indipendenza nazionale e “legame di ferro”
5. Tra guerra fredda e bipolarismo
6. Un condizionamento reciproco
Togliatti nel giudizio del mondo cattolico di Renato Moro
1. Immagini nella politica di massa
2. I giudizi della politica e della cultura cattolica
3. Anticomunismo e centro-sinistra
4. “Dialogo” con i cattolici?
Di fronte al centro-sinistra di Ermanno Taviani
Togliatti e l’anomalia italiana di Simona Colarizi
PARTE QUINTA. TESTIMONIANZE
Messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
La costituzionalizzazione dei Patti Lateranensi di Giulio Andreotti
Togliatti a Napoli nel 1954: Mezzogiorno, democrazia e socialismo di Giorgio Napolitano
Indice dei nomi


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In breve
Sulla base di una nuova documentazione archivistica, il volume analizza in modo critico e rigoroso la figura di Palmiro Togliatti, collocandola nel contesto delle tumultuose vicende che hanno caratterizzato un cinquantennio di storia italiana e internazionale. Ne scaturisce una ricostruzione innovativa del profilo di uno dei massimi dirigenti del comunismo mondiale, che fu tra i principali protagonisti dell’edificazione della democrazia in Italia.


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Introduzione
di Roberto Gualtieri, Carlo Spagnolo, Ermanno Taviani
Il presente ” Annale” raccoglie una rielaborazione dei contributi presentati al convegno Togliatti nel suo tempo, promosso nel dicembre 2004, a un quarantennio dalla scomparsa del dirigente comunista, dalla Fondazione Istituto Gramsci e dall’Università di Roma Tre. Esso punta a proporre una compiuta storicizzazione della vicenda di uno dei principali protagonisti della storia dell’Italia contemporanea e del comunismo internazionale: un’operazione resa finalmente possibile dall’apertura degli archivi del PCI e dei paesi dell’ex blocco sovietico ma anche, se non soprattutto, dal superamento dei paradigmi interpretativi maturati nel quadro della parabola storica del comunismo e della guerra fredda. Sul piano metodologico, il filo conduttore che lega gran parte dei saggi contenuti nel volume è il superamento dell’opposizione rigida tra politica interna e Realpolitik internazionale, che caratterizza larga parte della storiografia contemporanea per una implicita divisione del lavoro tra gli studiosi dei sistemi politici nazionali e quelli della storia delle relazioni internazionali. D’altronde, affrontare la storia di un dirigente di un partito italiano, che era al tempo stesso un esponente di spicco del movimento comunista sin dagli anni Venti, e tener conto delle articolate vicende del comunismo nella seconda metà del secolo XX, costituisce una sfida metodologica e storiografica, che impone di fare i conti con l’interdipendenza dei processi storici novecenteschi attraverso un esame intrecciato del rapporto nazionale-internazionale.
Tale approccio è stato avviato per primo da Franco De Felice, alla cui lezione di matrice gramsciana sulla reciprocità del legame tra “nazionale” e “internazionale” si sono ispirati alcuni dei contributi storiografici, pubblicati dopo il 1991, che hanno potuto avvalersi di nuove fonti sulla storia del PCI, tratte da archivi italiani e sovietici. L’unità di misura per questo tentativo di rinnovamento storiografico non era più il partito in quanto tale, ma la vicenda del partito come elemento della storia italiana tout court. E rispetto a quest’ultima l’incidenza della guerra fredda – che dalle nuove fonti emerge spesso con evidenza – appariva troppo a lungo sottovalutata sul piano storiografico. A quell’impostazione corrispondeva l’impianto di fondo del convegno sul PCR nell’Italia repubblicana, promosso dalla Fondazione Istituto Gramsci nel maggio 2000.
Il cambiamento di prospettiva fa sorgere nuovi interrogativi, diventano più rilevanti questioni prima marginalizzate, come i costi umani e politici, non solo per il movimento operaio ma anche per l’insieme del paese, dell’adesione al movimento guidato dall’URSS; una valutazione non solo ideale ma anche sociale e culturale delle ragioni del successo del mito sovietico nella storia nazionale; riprendono attualità le domande sulle alternative perdute, che presuppongono una concezione non determinista della storia e nascono anzi dalla crisi delle ideologie. Assieme all’emancipazione intellettuale da schieramenti storiografici sorti attorno a scelte di campo, la fine della guerra fredda e lo scioglimento del PCR sollecitano a ripercorrere unitariamente la vicenda del comunismo italiano.
Una riflessione storiografica già avviata da tempo viene quindi a essere proseguita con la pubblicazione di questo volume. Nonostante l’unità degli interrogativi sul rapporto tra vicende internazionali e storia del comunismo italiano, i contributi che qui si presentano sono parte di una discussione che è tutt’altro che univoca attorno al modo di interpretare i vincoli internazionali e il loro peso nel partito. il problema principale, forse, riguarda proprio il ruolo di Togliatti e il metro di giudizio per inserirlo nella ricostruzione storiografica.