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Rapporto
2007 sull'integrazione europea Il
50° anniversario
della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957), istitutivi della Comunità
Economica Europea, ha avuto luogo in una fase difficile del processo
di integrazione europea: i giri a vuoto della Strategia di Lisbona,
la bocciatura, in Francia prima ed in Olanda poi, del Trattato costituzionale
e, successivamente, il modestissimo accordo raggiunto sulle Prospettive
finanziarie 2007-2013 sono le punte di un iceberg di smarrimento delle
ragioni dell’Unione. Sotto la superficie del mare in cui l’iceberg
galleggia si intravede minaccioso il risveglio dei populismi nazionalisti,
delle paure dell’altro, delle identità chiuse ed arroccate.
Di fronte a tale scenario, la sezione monografica del Rapporto 2007
ha l’obiettivo di indagare le ragioni attuali per «fare»
l’Europa. Le ragioni di ordine prevalentemente interno al continente
(eliminare le radici culturali e materiali alla base dei conflitti della
prima metà del ‘900) indicate dai padri fondatori non sono
più sufficienti. Si deve andare oltre e guardare alle ragioni
di ordine esterno, ossia all’Unione Europea come «strumento»
per affermare l’interesse nazionale nel contesto dell’integrazione
globale. Per far ripartire la marcia integrazionista è allora
necessario esplicitare un pensiero che assuma come fondativo dell’agire
politico il valore dell’incontro e del dialogo tra le civiltà.
Ed è inoltre necessaria un’analisi che
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