PER ANDRÉ TOSEL

di Francesca Izzo

 

Ho appreso con dolore e sorpresa della scomparsa di André Tosel e, come me, l’intera comunità di studiosi e ricercatori della Fondazione Gramsci ne è stata colpita. Avevamo in corso di preparazione, per la Fondazione, un volume su Gramsci in Francia di cui André era curatore e autore. E non poteva che essere così: la presenza e la diffusione del pensiero di Gramsci nella cultura francese sono in gran parte frutto della sua assidua, tenace e intelligente opera. Non immaginavamo che questo lavoro comune sarebbe stato così irreparabilmente interrotto. Il legame forte, di studioso e di militante politico, che ha unito Tosel all’Italia, a Gramsci, e alla Fondazione si distende lungo un quarantennio, dagli inizi degli anni Settanta fino a ieri. Per un bel tratto vi ho partecipato anch’io, potendo constatare, fin da un memorabile Colloquio tenutosi a Besançon nel novembre del 1989 su Modernitè de Gramsci? Lo sforzo di André per superare il muro di diffidenza, se non ostilità, verso il pensiero gramsciano da parte del marxismo francese, dominato da Althusser, al fine di fluidificare i confini tra le due culture politiche e intellettuali. Questa capacità mediatrice, attuata innanzitutto nel suo lavoro filosofico volto a tessere un filo tra le concezioni di tre grandi pensatori Spinoza, Marx e Gramsci, si è sviluppata nei molteplici incontri, convegni, pubblicazioni su Gramsci, da lui promossi o ai quali ha assicurato il suo contributo. Dopo un lungo intervallo segnato da una certa eclissi di Gramsci in Francia, André rilancia la sua sfida organizzando alla Sorbona nel marzo del 2013 un convegno intitolato La «Gramsci Renaissance». Regards croisées france-italie sur la pensée d’Antonio Gramsci in collaborazione con la Fondazione Gramsci. Da lì in poi si sono moltiplicate le occasioni di scambio dal ciclo di «Incontri con André Tosel» organizzato dalla Fondazione nell’ottobre del 2013 alla Journeé d’Etude Internationale a Ginevra nel maggio del 2016 su Rosa Luxemburg, Antonio Gramsci inactuels? a cui ho portato il contributo della Fondazione alla lectio Magistralis tenuta da André a Ghilarza nel settembre dello scorso anno nell’ambito della Summer School gramsciana fino alla sua partecipazione all’incontro tenutosi a Parigi nell’aprile del 2016 su Traduire la pensee gramscienne. Repenser la culture, repenser le populaire. Gramsci et De Martino. Insomma Gramsci e la Fondazione che porta il suo nome erano tornati ad essere uno dei punti di riferimento della attività scientifica di Tosel e lui uno degli studiosi ed amici della Fondazione più cari. André Tosel, filosofo e docente universitario, era nato a Nizza nel 1941 ed è morto il 14 marzo scorso nella stessa città. In gioventù, cristiano progressista, fece parte del movimento dell’Azione cattolica. Abbandonò l’organizzazione cattolica, quando influenzato dall’insegnamento, all’Ecole normale Supériore, di Louis Althusser si lasciò attrarre dall’Unione dei giovani marxista-leninista di ispirazione maoista. Negli anni Settanta accompagna alla professione accademica un’intensa attività sindacale che lo porta a militare nel PCF. La scoperta di Gramsci, patrocinata da Eric Weil, lo aiuta a mettere a fuoco la critica al retaggio stalinista da cui è afflitto il PCF. Diventa per un breve periodo seguace dei rinnovatori comunisti guidati da Pierre Juquin. Lascia il PCF nel 1984 mentre diventa professore all’Università di Besançon nel 1988. Per più di un ventennio si occupa della gestione delle istituzioni universitarie a Besançon, Parigi e Nizza. Nel 2012 si riavvicina al PCF e al Fronte di sinistra consacrando gran parte della sua attività all’educazione popolare e alla sensibilizzazione culturale. Ha collaborato alle riviste La Pensée, Actuel Marx, e a L’Humanité. Ha pubblicato molti libri e articoli, ha contribuito a volumi collettanei, ha editato e introdotto vari testi. Qui ricordiamo solo alcune delle sue opere: Spinoza ou le crépuscule de la Servitude: Essai sur le Traité Théologico-Politique; Spinoza ou l’autre; Marx en italiques. Aux origines de la philosophie italienne contemporaine, Étudier Gramsci. Pour une critique continue de la révolution passive capitaliste; Nous citoyens, laïques et fraternels?, Introduction à Antonio Labriola, Essais sur la conception matérialiste de l’histoire, première traduction française intégrale sous la direction de Franck La Brasca.