«LA
STANZA DI NINO
La mostra
pensata come un percorso visivo e uditivo è realizzata dalla Fondazione
a cura di Anna Bodini. L’esposizione è pensata come una Stanza
pressoché buia dove trovano momenti di luce 6 grandi immagini frutto
di elaborazioni grafiche di materiali provenienti dagli archivi della
Fondazione. I sei quadri sono accompagnati da una serie di fotografie
che cronologicamente raccontano la vita di Gramsci. L’esperienza
visiva viene interrotta unicamente da suoni che evocano le parole di Gramsci
attraverso una lettura a più voci di estratti dei suoi scritti.
Un quadrato rosso al centro della Stanza è il “luogo”
dove la vista e l’udito “incontrano” il pensiero di
Gramsci.
Chiude la mostra un pannello che elabora le immagini delle copertine delle
numerose edizioni degli scritti di Gramsci e un’estratto dell’elenco
dei titoli dei volumi che Gramsci aveva in carcere.
layout della mostra

«I
LUOGHI DI NINO
La mostra,
curata da Anna Bodini ed Elena Lah e realizzata in collaborazione con
la INFOARTE srl, si propone di raccogliere le immagini
più significative di Gramsci (sia fotografiche che riproduzioni dei ritratti
realizzati da alcuni grandi artisti del Ô900) e dar loro profondità, contestualizzandole,
fornendo indicazioni importanti sulla vita, le opere, le idee gramsciane,
ancora una volta puntando l'attenzione su ci˜ che di Gramsci rimane nei
nostri giorni. La mostra vuole quindi essere un superamento dell'immagine
di Antonio Gramsci con pince nez che troviamo incorniciata nelle
sedi di partito, cercando di trovare una chiave di lettura nuova per affrontare
l'imponente mole di scritti gramsciani con l'obiettivo di far emergere
le diverse sfaccettature della sua produzione: da quella di critico teatrale,
al filosofo, dal politico all'uomo con i suoi sentimenti e la sua sofferenza.
La chiave dell'esposizione sarà quella dell'interattività, coinvolgendo
lo spettatore-interlocutore con strumenti della nuova musealità, attraverso
un approccio che coinvolga i cinque sensi, per entrare in reale contatto
con un uomo che ha ancora oggi molto da trasmettere e con il contesto
culturale e ambientale in cui si sviluppata la sua vita: non solo l'iconografia,
che viene superata da un nuovo punto di vista più umano, ma tutta la sensorialità
che si evince dalle lettere alle sue donne, la fisicità frutto dell'interpretazione
teatrale e la voce delle testimonianze degli intellettuali che raccontano
Gramsci.
Il percorso espositivo traduce i “luoghi” significativi “abitati” da Gramsci
in stanze – inclusa la cella che sarà riprodotta nella sua interezza
– e prevede un allestimento di sei spazi diversi pensati come
luoghi chiusi ma che, all'occorrenza, possono avere dimensioni e forme
diverse per adattarsi di volta in volta ad aree mussali diverse.
layout della mostra

«GRAMSCI
E IL NOVECENTO
La mostra, curata da Chiara Daniele, Donatella Di Benedetto, Fiamma Lussana
e Anna Bodini per la grafica e l'allestimento, propone un percorso nel
quale sono intrecciati – in una ragionata scelta d'immagini, di
testi gramsciani e di note – i momenti più significativi della biografia
umana e politica di Antonio Gramsci, le crisi e le trasformazioni mondiali
che hanno drammaticamente segnato i primi trenta anni del Novecento, i
concetti e le categorie che Gramsci forgi˜ per indagarle.
I testi
e le immagini contenute nella mostra
sono stati organizzati in 14 pannelli numerati che misurano cm 70 x 100.
I 14 manifesti – realizzati in quadricromia su carta patinata opaca
–- possono essere montati su supporti di diverso genere, allestiti
con materiali vari rendendo maggiormente suggestivo il loro percorso espositivo
con riproduzioni di originali e proiezioni di audiovisivi di diverso genere
(info@fondazionegramsci.org)
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