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Rivista trimestrale di storia generale, nata alla fine del 1959.
Nell’arco
cronologico dall’età antica a quella contemporanea affronta
i grandi nodi della storiografia, approfondendo, attraverso ricerche
originali e interventi, quei temi che vengono sollecitati dalle sempre
più rapide evoluzioni del mondo moderno.
Primo direttore è stato Gastone Manacorda. Hanno poi fatto parte
del comitato direttivo della rivista: Franco De Felice, Franco Della
Peruta, Giuliano Procacci, Ernesto Ragionieri, Mario Mazza, Gabriele
Turi, Rosario Villari, Renato Zangheri. Dal 1983 Studi
Storici è diretta
da Francesco Barbagallo, con un comitato di direzione e un comitato
scientifico che si sono ampliati nel corso degli anni. Dal 1999 Studi
Storici viene stampata e distribuita da Carocci editore
di Roma.
Per i venticinque anni della rivista è stato pubblicato l'Indice
1959-1984 (Roma, Editori Riuniti, 1985).
Studi Storici, pur
nei mutamenti generali degli ultimi anni, ha mantenuto le caratteristiche
di rivista di storia generale, di dibattito e di approfondimento attraverso
ricerche originali, non limitandosi ad essere una rivista di storia
politica, e allargando i suoi interessi alle altre scienze sociali,
in particolare alla storia economica e alla storia della cultura. I
temi che hanno costituito il filo conduttore della sua storia sono stati:
la formazione dello Stato italiano a partire dalle origini del processo
di unificazione nazionale al regime fascista, fino al secondo dopoguerra;
le grandi trasformazioni economiche a livello italiano e internazionale;
la storia del movimento operaio e del socialismo, sia dal punto di vista
della storia del pensiero (con particolare attenzione alla figura di
Antonio Gramsci), sia di ricostruzione storica dei partiti e dei movimenti
in Italia, nei paesi dell’Est europeo e nell’Unione Sovietica.
Ampie sezioni dei fascicoli
sono state organizzate nell’ultimo ventennio attorno ad aspetti
particolari della ricerca storiografica nei diversi ambiti cronologici:
storia antica (l'antropologia e la schiavitù in Grecia), storia
medievale (l'economia monastica dei cistercensi; giustizia e reati sessuali;
la manifattura serica nel Quattrocento; il tempo di Federico II), storia
moderna (i periodici dell'ancien régime; la rivoluzione francese
e l'Italia), storia contemporanea (classe operaia e organizzazione del
lavoro; industria elettrica e movimenti di capitale in Europa; istituzioni
giudiziarie e criminalità organizzata; storia russa e storia
sovietica nella "perestrojka"; società e nazione nella
Russia moderna e contemporanea; pubblico e privato nella storia americana
del Novecento; ebrei italiani, memoria e antisemitismo; il Pci nel secondo
dopoguerra; doppia lealtà e doppio Stato nell’Italia repubblicana;
l’Italia negli anni Settanta), storia della storiografia (storiografia
spagnola dell'età moderna; D. Cantimori; J. Burkhardt; L. Gernet;
J.-P. Vernant; interviste a storici francesi come P. Vilar e M. Vovelle).
Fascicoli monografici sono
stati dedicati negli ultimi anni a: problemi di storia della scienza
(1989), il centenario socialista (1992), fascismo, antifascismo, democrazia
(1995), l'integrazione internazionale dell'economia italiana (1996),
le insorgenze popolari nell’Italia rivoluzionaria e napoleonica
(1998).
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