GRAMSCI

I QUADERNI DEL CARCERE E LE RIVISTE
17 gennaio 2019 - 31 Marzo 2019
BIBLIOTECA MALATESTIANA
SALA SAN GIORGIO
CESENA PIAZZA BUFALINI 1

 

La mostra Gramsci. I Quaderni del carcere e le riviste ritrovate è promossa dal Comune di Cesena con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna è realizzata dalla Fondazione Gramsci in collaborazione con la Fondazione Casa Gramsci di Ghilarza, dalla Fondazione Radici della sinistra di Cesena e con il contributo di Formula Servizi. L’organizzazione è dell’Associazione MetaMorfosi, media partner ArteMagazine.

La mostra dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci è andata arricchendosi nel tempo e nei passaggi da una città all’altra. In questa edizione, ai trentatré quaderni scritti fra il 1929 e il 1935 si aggiungono i due ricevuti a Turi nel 1933 lasciati in bianco – mai esposti in precedenza – e alcune riviste recentemente ritrovate a Ghilarza. Un’ulteriore integrazione è costituita dai libri provenienti dalla biblioteca che Gramsci aveva messo insieme da giovane e da alcuni dei foglietti superstiti di un ampio schedario bibliografico che aveva compilato negli anni del liceo e dell’università. I collegamenti che si possono stabilire fra manoscritti del carcere, riviste, libri e schede retrodatano agli anni trascorsi in Sardegna la conquista di una già significativa maturità culturale. Tutti i documenti esposti sono consultabili in formato digitale.

LE RIVISTE RITROVATE

All’inizio del 2018 una ricca collezione di riviste è stata ritrovata nella soffitta della casa di Ghilarza in cui aveva vissuto Teresina Gramsci Paulesu, la sorella prediletta di Antonio, che aveva dato ricovero a cose un tempo contenute nell’abitazione dei Gramsci al n. 57 di corso Umberto I, lasciata dalla famiglia nel 1937, dopo la morte del padre Francesco. Si tratta di circa 280 numeri di sette diverse testate – “Il Marzocco”, “Le Cronache letterarie”, “La Lupa”, “Piemonte”, “La Voce”, “Patria. Giornale dell’idea liberale”, “L’Unità. Problemi della vita italiana” – risalenti al periodo compreso fra il 1907 e il 1914. Le riviste ritrovate a Ghilarza si rivelano fonti di primaria importanza per la ricostruzione della formazione culturale di Gramsci. La sua biblioteca ci racconta qualcosa di nuovo in merito ai suoi progetti di giovane studioso e alla persistenza dei suoi interessi.

 

I LIBRI

Gli otto libri esposti provengono dalla biblioteca familiare di Ghilarza. Conservati a casa della sorella Teresina, erano parte della biblioteca giovanile di Gramsci, arricchita via via da continui invii di volumi da Torino prima e dal carcere poi. Per decisione di Teresina la biblioteca di Ghilarza è divenuta patrimonio familiare liberamente utilizzato da figli e nipoti. La scelta teneva conto della volontà di Antonio: “Naturalmente io penso che, in ogni modo, anche se danno incomodo nella ristrettezza di spazio di cui soffrite, essi potranno essere utili quando i bambini cresceranno; preparare loro una biblioteca familiare mi pare una cosa importante. Teresina specialmente dovrebbe ricordare come divoravamo i libri nella nostra fanciullezza e come si soffrisse di non averne abbastanza a disposizione”.

 

LO SCHEDARIO DI GRAMSCI

Lo schedario contiene i titoli di 36 libri e di centinaia di articoli tratti da dieci riviste. La parte più consistente delle schede bibliografiche giovanili di Gramsci è andata perduta. Le schede, intestate a singoli autori, portano sul recto la loro produzione e sul verso gli articoli che li riguardano.

 

I QUADERNI DEL CARCERE

Gramsci ottenne il permesso di scrivere nel gennaio del 1929, mentre era recluso nel carcere di Turi, in provincia di Bari, dove scontava la condanna a oltre vent’anni inflittagli il 4 giugno 1928 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. A trentatré quaderni consegnò – oltre a una serie di traduzioni dal tedesco e dal russo – le riflessioni sulle cause che avevano condotto alla vittoria del fascismo e su una lunga serie di “quistioni” filosofiche, storiografiche e politiche che toccano aspetti fondamentali della modernità: l’apogeo e la crisi dello Stato-nazione, l’industrialismo, il rapporto tra dirigenti e diretti, la funzione degli intellettuali, dei partiti politici e le tensioni derivanti dall’unificazione internazionale dei mercati a fronte di una politica chiusa nei confini nazionali, la guerra mondiale e la nascita della società di massa, la funzione dei partiti e l’emancipazione delle classi subalterne. Il lavoro di scrittura si interruppe a metà del 1935. Alla sua morte i quaderni furono inviati a Mosca dalla cognata Tatiana Schucht e tornarono in Italia nel marzo del 1945

 

ORARI

lunedì 14 | 16
dal martedì al sabato 9 | 16
domenica e festivi 10 | 16