GRAMSCI

I QUADERNI E I LIBRI DEL CARCERE
22 settembre 2017 - 22 ottobre 2017
FONDAZIONE DI SARDEGNA
CAGLIARI VIA SAN SALVATORE DA HORTA 2

 

Gramsci. I quaderni e i libri del carcere è una mostra realizzata dalla Fondazione Gramsci con il contributo della Fondazione di Sardegna con la collaborazione dell’Archivio Centrale delle Stato, del Dipartimento di Storia, beni culturali e turismo dell’Università degli studi di Cagliari, della Fondazione Enrico Berlinguer e della Fondazione Casa Antonio Gramsci. La mostra ha avuto il patrocino del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione autonoma della Sardegna, del Consiglio regionale della Sardegna e del Comune di Cagliari.

La Mostra
Allestita a Torino, Milano e Genova, la mostra dei manoscritti autografi dei 33 quaderni del carcere è stata arricchita in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci – già a Palazzo Montecitorio e prossimamente anche Londra e a Bari – da una selezione di libri, fra quelli posseduti dal pensatore e politico sardo durante la detenzione. All’emozione di vedere i Quaderni e i libri appartenuti a Gramsci si unisce la possibilità di sfogliare e ingrandire le pagine dei manoscritti attraverso schermi touch screen. Si potrà ammirare la particolare grafia di Gramsci che, sebbene minutissima, risulta di facile lettura grazie alla sua regolarità e all’assenza di segni di ripensamento; si potranno confrontare le note di prima stesura – barrate dall’autore, ma sempre leggibili – con quelle ricopiate e rielaborate nei quaderni in cui volle trattare estesamente alcuni argomenti: il pensiero di Niccolò Machiavelli, la filosofia di Benedetto Croce, il Risorgimento italiano, l’americanismo e il fordismo, il folclore, la critica letteraria, il giornalismo, la storia e la funzione degli intellettuali italiani. I quaderni, collocati all’interno di teche appositamente progettate, sono disposti nella successione cronologica stabilita nell’edizione critica pubblicata nel 1975 e confermata dall’Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci; essenziali didascalie forniscono le indicazioni sull’oggetto esposto (misure e date) e ne illustrano il contenuto. I libri esposti all’interno delle teche sono cento. Le immagini dei volumi con i vari contrassegni carcerari (numero di matricola, timbri, autorizzazioni, ecc.) si potranno visualizzare attraverso gli schermi, accompagnate da brevi giudizi di Gramsci tratti dai Quaderni e dalle Lettere dal carcere.
 

L’allestimento
Una grande lastra di vetro appesa al soffitto configura lo spazio dell’allestimento all’interno dell’open space della sede della Fondazione di Sardegna a Cagliari.
Su di essa viene effettuata una videoproiezione che preannuncia i temi della mostra: una sovrapposizione di immagini iconiche infatti evoca vari aspetti della figura del protagonista.
All’interno quattro teche climatizzate antieffrazione in acciaio flammizzato, essenziali nelle forme e rivestite internamente in legno di noce nazionale, espongono i manoscritti originali dei trentatré Quaderni del carcere, di cui vari sono esibiti aperti al fine di mostrare la particolare grafia di Antonio Gramsci.
Altre quattro teche, sempre in acciaio flammizzato, ospitano una selezione di libri posseduti da Gramsci durante il periodo della detenzione.
Due grandi touchscreen, ospitati in supporti coordinati con le teche, permettono di sfogliare tutti i Quaderni nella loro versione digitale e di visionare le copertine dei volumi accompagnate da brevi brani significativi connessi alla produzione dei Quaderni.
 

I Quaderni
Gramsci ottiene il permesso di scrivere nel gennaio del 1929, mentre è recluso nel carcere di Turi, in provincia di Bari, dove sconta la condanna a oltre vent’anni inflittagli il 4 giugno 1928 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Ai 33 quaderni consegna le riflessioni sulle cause che hanno condotto alla vittoria del fascismo e su una lunga serie di «quistioni» filosofiche, storiografiche e politiche che toccano aspetti fondamentali della modernità: l’apogeo e la crisi dello Stato-nazione, l’industrialismo, il rapporto dirigenti e diretti, la funzione degli intellettuali, le tensioni derivanti dall’unificazione internazionale dei mercati a fronte di una politica chiusa nei confini nazionali, la guerra mondiale e la nascita della società di massa, la funzione dei partiti e l’emancipazione delle classi subalterne. Alla sua morte i quaderni sono inviati a Mosca dalla cognata Tatiana Schucht e tornano in Italia nel marzo del 1945.

 

I Libri
Il Fondo librario Antonio Gramsci viene costituito nel marzo 1950, quando i volumi, fatti giungere a Mosca da Tatiana Schucht, rientrano in Italia a bordo di un piroscafo sovietico. A questo primo nucleo di libri e riviste si aggiungono presto quelli conservati dal fratello Carlo, mentre un cospicuo numero di volumi resta a casa della moglie Giulia e presso i familiari a Ghilarza. Il Fondo si compone attualmente di 763 volumi (tra libri, opuscoli e annuari) e 76 testate di periodici (con circa mille fascicoli). I libri che riportano contrassegni delle carceri di Roma, Milano e Turi sono poco meno di trecento. Si tratta in larga parte di pubblicazioni inviategli dalla libreria Sperling & Kupfer di Milano, presso la quale Piero Sraffa aveva aperto un conto a beneficio di Gramsci, e di libri provenienti dalla sua abitazione di via Morgagni a Roma, dove fu arrestato l’8 novembre 1926.

 

GLI ORARI

Ingresso libero
Tutti i giorni ore 18|20

 

Info www.fondazionedisardegna.it