Coesistenza e isolazionismo

Mosca, il Komintern e l'Europa di Versailles (1918-1928)
Anna Di Biagio
Roma, Carocci 2004 | pp. 304, € 24,40 | 9788843029624
STORIA INTERNAZIONALE DEL XX SECOLO / 5

 

 

 

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Indice

Abbreviazioni e sigle
Introduzione
1.Lo «scudo» di Brest-Litovsk
Debutto diplomatico/La teoria della tregua
Un diplomatico della scuola leninista
La rivoluzione sulle baionette
La sconfitta di Varsavia
La questione tedesca nell’Europa di Versailles
2.Lo spirito di Rapallo
La «ritirata»
Konspiracija
«Diplomazia da mercanti»
La Conferenza di Genova
Fine della «ritirata»
Rapallo nel Komintem
3.L’ottobre tedesco
L’occupazione della Ruhr
19I4 e I923/Rivoluzione in Germania
Le lezioni dell’ottobre tedesco
4.Vecchia e nuova diplomazia
Il riconoscimento di MacDonald
L’”incidente Bozenhardt”
«L’era del pacifismo democratico»
Il Piano Dawes
5.Crisi di Rapano
La carta polacca
Mani libere a est
Westorientierung e Ostpolitik
Il Trattato di Berlino
6. Coesistenza pacifica e lotta per la pace/La stabilizzazione capitalistica
Il nuovo corso nel Komintern
Lo sciopero inglese
La Polonia di Pilsudski
La «dottrina Monroe socialista»
7.La psicosi di guerra
Sowjetgranaten
La difesa della patria socialista
La militarizzazione delle «retrovie»
8.Isolazionismo e industrializzazione
Il tramonto della coesistenza pacifica
Il nuovo ordine staliniano/Verso la svolta a sinistra del Komintern
Indice dei nomi

 


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In breve
Questo libro si propone di indagare le ragioni della scelta isolazionistica operata dal gruppo dirigente staliniano nel 1928 attraverso una ricostruzione sistematica e circostanziata delle relazioni tra Russia sovietica ed Europa nel decennio post-rivoluzionario. Tra i principali elementi analizzati vi sono il ruolo dell’ideologia nel processo decisionale sovietico e il rapporto di interazione e di reciproco condizionamento tra orientamenti internazionali e progetti di sviluppo industriale patrocinati da Stalin. Malgrado si fossero create circostanze favorevoli al reinserimento della Russia nella comunità delle nazioni europee, vengono individuati i fattori che determinarono la scelta dell’isolamento. E ampio spazio è dedicato all’analisi delle possibilità, mai esperite, di imboccare una strada diversa. Ci si è qui avvalsi dei risultati della stagione di studi sulla Russia sovietica apertasi negli anni Novanta e in particolare delle nuove possibilità di accesso agli archivi, tentando di inserire tali recentissimi elementi di informazione e di riflessione nel quadro delle conoscenze consolidate.