CULTURE POLITICHE E DIMENSIONI DEL FEMMINILE NELL’ITALIA DEL ’900

a cura di Gabriella Bonacci e Cecilia Dau Novelli
Soveria Mannelli, Rubbettino 2010
pp. 272, € 18,00 | 9788849825442

 

 

 

Atti del convegno promosso dalla Fondazione Istituto Gramsci, Roma 23-24 giugno 2008

 

 

 

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Indice

Gabriella Bonacchi Premessa

Il tema

Gabriella Bonacchi Dalla “Libertà che guida il popolo” alla ”Mujer barbuda”: dimensioni della libertà femminile in Italia

Cecilia Dau Novelli Il neofemminismo: riflessioni critiche

PARTE PRIMA Dall’Italia liberale al fascismo

Catia Papa Stato e nazione delle donne: l’emancipazionismo di età liberale

Chiara Giorgi Il femminismo e le socialiste

Giovanna Dalla Torre Il Partito popolare, Sturzo e il voto alle donne

PARTE SECONDA Verso l’Italia Repubblicana

Isabella Valentini Lo stile fascista al femminile: l’immagine della donna tra regime e RSI

Fiamma Lussana I944 – I945: Togliatti, la ”via italiana’, le donne

Stefania Boscato La Democrazia cristiana e il Movimento femminile dal I944 agli anni Sessanta

PARTE TERZA Luoghi della vita e luoghi della politica

Tiziana Di Maio Le democratiche cristiane e il processo di integrazione europea

Sandro Bellassai Mutamento ed emancipazione. La “questione femminile” nella cultura comunista degli anni Cinquanta e Sessanta

Anna Maria Riviello L’UDI negli anni dell’emancipazione femminile

Immacolata Cinus Il Movimento femminile DC e il referendum sul divorzio


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In breve

I saggi raccolti nel volume analizzano le diverse facce di uno stesso interrogativo che percorre tutta la storia del rapporto tra la realtà femminile e la politica: per le donne vale il principio generale della democrazia rappresentativa (“una testa, un voto”) oppure il principio della rappresentanza, come appartenenti ad un gruppo “separato”? Per tentare un bilancio delle ricerche intorno a questo nodo si è partite dalla peculiare complessità che il rapporto tra rappresentazione e rappresentanza presenta negli ambiti del femminile. Il volume si interroga pertanto sulle culture politiche, nell’attuale fase di compiuto superamento del tradizionale primato della forma-partito e affida l’impegno analitico a una nuova leva di storiche e storici che non provengono dai gender studies. Ne emerge uno spaccato nuovo nei temi e nella metodologia, che ha inserito la storia delle donne nel pieno della storia politica del XX secolo.