FONDAZIONE ISTITUTO GRAMSCI. IL SESSANTESIMO

STORIA, POLITICA, CULTURA 2000-2010
a cura di Fiamma Lussana
Roma, Res Cogitans 2010
pp. 159

 

 

 

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Indice

Linee culturali e progetti di ricerca di Silvio Pons

Gli studi gramsciani di Giuseppe Vacca
L’Edizione nazionale  degli scritti di Antonio Gramsci di Francesco Giasi
L’Edizione nazionale delle opere di Luchino Visconti di Caterina d’Amico de Carvalho
Storia d’Italia e storia internazionale negli Archivi di Giovanna Bosman
Un patrimonio librario in espansione: la Biblioteca di Dario Massimi
La Rete delle Fondazioni socialiste europee di Paolo Borioni
L’attività scientifica 2000-2010
Per Gramsci, Convegni e seminari, Mostre e spettacoli, Borse di studio
Le pubblicazioni 2000-2010
Annali di Emanuele Bernardi
Studi gramsciani nel mondo di Giancarlo Schirru
Rapporto sull’integrazione europea di Emanuele Bernardi
Studi Storici di Benedetta Garzarelli
Monografie, Periodici spenti
Strumenti di ricerca: le Bibliografie gramsciane
Bibliografia gramsciana on line di Maria Luisa Righi
Bibliografia gramsciana ragionata di Leonardo Pompeo D’Alessandro
La Fondazione sul web
Lo Statuto e gli organismi


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Linee culturali e progetti di ricerca
La scelta di fare della Fondazione Istituto Gramsci uno dei principali istituti della cultura italiana nel campo degli studi storici e di incrementare in questa ottica il suo patrimonio archivistico e bibliotecario risale a vent’anni fa. Da allora la Fondazione ha coltivato e sviluppato l’identità di un centro di documentazione e di ricerca, intrecciando in modo indissolubile i due elementi e irrobustendo le proprie reti di relazioni scientifiche con analoghi istituti nazionali e internazionali. Quella scelta è stata consolidata da rilevanti acquisizioni archivistiche, che nel corso del tempo hanno dotato la Fondazione di un’inestimabile documentazione sulla storia della Repubblica, sulla storia del Partito comunista italiano e su numerose personalità politiche e intellettuali della sinistra italiana. Non per questo la Fondazione è divenuta un semplice deposito di conservazione degli archivi. Il suo impegno volto a rendere fruibili i documenti d’archivio alla comunità scientifica e ai cittadini si è infatti costantemente correlato e riversato in una intensa attività storico-archivistica, quale ente collettore e promotore di ricerca, di riflessione, di analisi sul nostro passato e sul mondo contemporaneo. Il profilo che ne emerge assume, a nostro giudizio, un carattere strategico. La Fondazione non si è proposta come semplice custode di un’eredità politica e ideale, né si è immaginata come il museo di una tradizione. Si è invece sviluppata come un soggetto culturale impegnato nella valorizzazione e nella reinterpretazione critica del patrimonio di memoria a essa affidato, entro il più generale contesto della memoria nazionale. Nella consapevolezza che assolvere un simile ruolo non sarebbe stato possibile senza scegliere la strada di una dimensione autonoma, ma neppure sarebbe stato concepibile chiudendosi in una difesa identitaria. […]