GLI STUDI CULTURALI

a cura di Giuseppe Vacca, Paolo Capuzzo e Giancarlo Schirru
Bologna, Il Mulino 2008
pp. 311, € 22,00 | 9788815126412

 

 

 

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Indice
Premessa, Giuseppe Vacca e Giancarlo Schirru
Nota al testo
Abbreviazioni
PARTE PRIMA
LA RICEZIONE DI GRAMSCI NEI CULTURAL STUDIES BRITANNICI
Struttura e sovrastruttura nella teoria marxista della cultura di Raymond Williams
Gramsci e noi di Stuart Hall
PARTE SECONDA
GRAMSCI E I SUBALTERN STUDIES INDIANI
Aspetti elementari dell’insurrezione contadina di Ranajit Guha
Gramsci e la subalternità contadina in India di David Arnold
Il concetto gramsciano di senso comune. Per una teoria della coscienza subalterna nei processi egemonici di Arun K. Patnaik
PARTE TERZA
GRAMSCI NEL RECENTE DIBATTITO INTERNAZIONALE
DEI POSTCOLONIAL STUDIES
Egemonia e rivoluzione culturale di Liu Kang
Gramsci e gli studi culturali spagnoli di Jo Labanyi
Gramsci, gli intellettuali organici e gli studi culturali. Lezioni per i teorici della politica di Shane Gunster
I vestiti nuovi del servitore: la coscienza contraddittoria della resistenza
degli schiavi sulla costa swahili di Jonathon Glassman


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In breve
Gli studi culturali rappresentano uno dei filoni di ricerca attraverso i quali si è diffusa fuori dall’Italia la conoscenza dell’opera di Antonio Gramsci. A questa tradizione è dedicato interamente questo secondo volume degli Studi gramsciani nel mondo. L’antologia comprende nove saggi in traduzione italiana, scelti tra quelli maggiormente rappresentativi della letteratura internazionale. Il volume si apre con un saggio di Raymond Williams e uno di Stuart Hall, che danno conto dell’incidenza dell’opera di Gramsci negli studi culturali britannici. Segue una sezione dedicata allo sviluppo dei Subaltern Studies in India, in cui il riferimento al pensiero gramsciano si accompagna alla ricerca di strumenti di indagine della realtà contadina. Chiude il volume una sezione dedicata al dibattito più recente attorno alla figura di Grarnsci sviluppatosi negli studi postcoloniali, con particolare riferimento alla realtà cinese e ai movimenti contadini dell’Africa orientale.


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Premessa
di Giuseppe Vacca e Giancarlo Schirru
Il secondo volume della collana Studi gramsciani nel mondo ha un’impostazione diversa dal precedente: abbiamo infatti scelto di allestire un’antologia monografica, incentrata sullo sviluppo internazionale degli studi culturali e, in particolare, sul ruolo che ha avuto lo studio del pensiero gramsciano in questo contesto. È stato questo, infatti, uno dei filoni di ricerca che ha contribuito, fin dagli anni Settanta, all’internazionalizzazione dell’interesse per la figura e gli scritti di Antonio Gramsci. Abbiamo quindi affidato la cura del volume a Paolo Capuzzo, uno specialista di tali studi e membro del comitato scientifico di questa serie. La scelta monografica ci ha consigliato anche di ampliare l’arco cronologico coperto dai saggi contenuti nel presente volume; abbiamo infatti deciso di aprire la raccolta con due articoli che hanno avviato questa prospettiva di ricerca nel mondo anglosassone: uno di Raymond Williams del 1973 e uno di Stuart Hall del 1987. Li riproponiamo per la loro indubbia importanza e il forte influsso che hanno avuto nel successivo sviluppo dei Cultural Studies. Entrambi erano stati già tradotti in italiano (il secondo per la verità in una sede che non ha avuto larga circolazione): ripubblichiamo quindi le versioni già esistenti, e ringraziamo in particolare l’editore napoletano Tullio Pironti, che aveva a suo tempo edito la traduzione italiana del saggio di Williams, per la sua affettuosa partecipazione all’iniziativa. Gli altri saggi contenuti nel volume sono più recenti, e tutti proposti per la prima volta al pubblico italiano. Pensiamo di impostare in modo simile anche i prossimi volumi, che abbiamo al momento progettato attorno a tematiche quali l’influenza di Gramsci sulla teoria delle relazioni internazionali e la diffusione del suo pensiero nel mondo arabo e islamico. Ci auguriamo di mantenere l’impegno a pubblicarli puntualmente.

 

Il volume è stato realizzato grazie ad un contributo concesso alla Fondazione Istituto Gramsci dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Roma