GORBAČËV E LA RIUNIFICAZIONE DELLA GERMANIA

L’IMPATTO DELLA PERESTROJKA SUL COMUNISMO (1985-1990)
Andrea Borelli
Viella, Roma 2021
pp. 205, € 26,00 | 9788833137438
PUBBLICAZIONE REALIZZATA CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE

 

A trent’anni dalla riunificazione tedesca la figura di Michail Gorbačëv rimane centrale per comprendere la storia contemporanea. L’ultimo leader sovietico cercò di rinnovare l’identità comunista e rilanciare il ruolo internazionale dell’Urss teorizzando un “socialismo democratico” e favorendo la rinascita di una Germania unita.
Il suo progetto di superare il dogmatismo ideologico e la contrapposizione bipolare attraverso la costruzione di una Casa comune europea delegittimò la Repubblica democratica tedesca, il cui leader, Erich Honecker, fu dapprima ben disposto nei confronti della perestrojca, salvo capirne poi gli effetti destabilizzanti. Spaventato dal riformismo sovietico, il regime tedesco-orientale facilitò la sua liquidazione arroccandosi nella difesa dell’ortodossia stalinista.
Nonostante gli sforzi di Gorbačëv, né l’abbattimento del Muro di Berlino né la riunificazione tedesca servirono a giustificare l’esistenza di un “socialismo dal volto umano” nell’Europa post-Guerra fredda. Nel 1990 non c’era infatti spazio per il comunismo nel continente, neanche nella sua variante riformista, e capovolgere il destino dell’Urss si rilevò impossibile.
 
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Indice

Introduzione, 9-26

1. 1985-86. La perestrojka e il ruolo globale del comunismo
Rilanciare un movimento in crisi, 27-50
La “dottrina Gorbačëv” per l’Europa centro-orientale, 50-72
 
2. 1987-88. Il marxismo-leninismo e la Casa comune europea
La ricerca di un socialismo democratico, 73-96
La Germania Est in un nuovo ordine europeo?, 97-120
 
3. 1989-90. Vittoria e sconfitta
L’abbattimento del Muro di Berlino, 121-145
La riunificazione tedesca , 146-170
 
L’eredità di Gorbačëv e l’epilogo del comunismo, 171-191
 
Fonti e bibliografia, 193
Indice dei nomi, 203