GRAMSCI IN AMERICA LATINA

a cura di Dora Kanoussi, Giancarlo Schirru, Giuseppe Vacca
Bologna, Il Mulino 2011
pp. 402 € 31,00 | 9788815138019

 

 

 

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Indice

Premessa, di Giuseppe Vacca e Giancarlo Schirru
Introduzione, di Dora Kanoussi
Nota ai testi
Abbreviazioni
PARTE PRIMA Argentina
Sessant’anni di presenza gramsciana nella cultura argentina. 1947-2007, di Raúl Burgos
L’epistolario di Gramsci, di Ernesto Sábato
Introduzione a Il materialismo storico e la filosofiadi Benedetto Croce, di Hector Pablo Agosti
Introduzione a Letteratura e vita nazionale, di Hector Pablo Agosti
Gli usi di Gramsci, di Juan Carlos Portantiero
Il ruolo degli intellettuali argentini nella diffusione di Gramsci in America Latina, di José Aricó
PARTE SECONDA Brasile
Gramsci in Brasile, di Alvaro Bianchi
Gramsci: dal consiglio operaio a Machiavelli, di Michael Löwy
Gramsci e noi, di Carlos Nelson Couthinho
Il pensiero di Gramsci e il Brasile, di Marco Aurelio Nogueira
Cultura e cittadinanza, di Edmundo Fernandes Dias
Gramsci contro l’Occidente, di Marcos Del Roio
PARTE TERZA  Cile
A proposito dell’itinerario di Gramsci in Cile, di Jaime Massardo
La traduzione politica da Machiavelli a Lenin, di Osvaldo Fernández
Gramsci e il marxismo, un altro modo di concepire la politica, di Tomás Valdivia
Dire la verità è rivoluzionario, di Miguel Lawner
La cultura delle classi subalterne in Gramsci, di Carlo Ossandón
La lettura gramsciana del marxismo, di Antonio Cortés Terzi
Cosa ne fu di Gramsci?, di Enzo Faletto
Gramsci e la filosofia della prassi, di Leopoldo Benavides
PARTE QUARTA Messico
Gramsci in Messico, di Dora Kanoussi
Sul concetto di rivoluzione passiva, di Javier Mena
Il linguaggio e la traducibilità nei Quaderni del carcere, di Dora Kanoussi
Subalterni, subalternità e subalternismo. Da Gramsci alla Scuola di Studi subalterni, di Massimo Modonesi
PARTE QUINTA Cuba
Gramsci nella Cuba degli anni Sessanta, di Fernando Martínez Heredia


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In breve
Questo volume presenta, per la prima volta in lingua italiana, una selezione di saggi dedicata da autori latino-americani alla figura di Antonio Gramsci, saggi rappresentativi di un fermento intellettuale e sociale e di una rinnovata attenzione ai temi gramsciani che hanno attraversato e tuttora attraversano il Centro e il Sud America. L’interesse per il politico italiano, iniziato con l’edizione dei suoi scritti nel 1947, si è intensificato notevolmente durante gli anni delle dittature militari, fino a conoscere una grande fioritura con il ritorno della democrazia nel continente. Oggi la conoscenza di Gramsci coinvolge una parte significativa della comunità scientifica latino-americana, proprio quella parte che ha svolto un ruolo centrale nella formazione delle culture politiche protagoniste dell’attuale rivoluzione democratica. Il volume, diviso in cinque sezioni, dedicate rispettivamente ad Argentina, Brasile, Cile, Messico e Cuba, è stato realizzato in collaborazione con alcuni tra i maggiori studiosi latino-americani di Gramsci.
La Fondazione Istituto Gramsci promuove studi e ricerche sull’opera e il pensiero di Antonio Gramsci, sulla storia italiana e internazionale del XX secolo, sui caratteri economici, socio-culturali e politici della globalizzazione, sui processi di integrazione europea. Dispone di archivi di valore per lo studio della storia politica, sociale e culturale dell’Italia nel Novecento, con particolare riferimento alla storia dell’Italia repubblicana. Tra le pubblicazioni permanenti segnaliamo il «Rapporto annuale sull’integrazione europea», gli «Annali» e la rivista «Studi storici».


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Premessa
di Giuseppe Vacca e Giancarlo Schirru
Il volume che qui presentiamo fu progettato a Città del Messico nel novembre del 2007, durante i lavori della IV Conferencia internacional de estudios gramscianos – México, organizzata dalla Universidad Autónoma de la Ciudad de México (Uacm), dalla sezione messicana della International Gramsci Society e dalla Fondazione Istituto Gramsci. In quella sede erano presenti tutti i curatori di questa antologia, e prese corpo l’idea di ripercorrere in un unico libro lo sviluppo degli studi su Gramsci avvenuto nell’intero continente latino-americano, con l’intento di dare spazio non solo alle maggiori tradizioni nazionali, ma anche alla storia dei loro rapporti.
I lavori proseguirono durante il bimestre di lezioni tenuto da Giuseppe Vacca alla Uacm nel 2009, e nel seminario gramsciano organizzato in Brasile dall’Universidade Federal de Campinas, nel marzo di quell’anno.
Come il lettore potrà notare, ne è risultato un libro molto più esteso rispetto ai precedenti usciti nella collana degli Studi gramsciani nel mondo. Si tratta di una sorta di volume doppio (che esce quindi non a caso a due anni dal precedente). Ciò non solo per la sua ampiezza, e per il numero di saggi accolti, ma anche per lo spessore cronologico: abbiamo infatti voluto ripercorrere un’intera vicenda storica, che si origina con la significativa recensione all’edizione italiana delle Lettere dal carcere scritta a caldo, nel 1947, dallo scrittore argentino Ernesto Sábato sulla rivista «Realidad» di Buenos Aires. Questo che, ad eccezione delle poche conoscenze circolanti in Perù e in Brasile negli anni Venti e Trenta, è il primo scritto latino-americano dedicato alla figura di Gramsci, diede inizio a un interesse che in questa parte del mondo non si è mai spento, giungendo fino ai nostri giorni. Come si potrà notare, è stato necessario il lavoro di molte persone. I curatori delle singole sezioni si sono incaricati della scelta dei saggi, della loro raccolta e del loro eventuale adattamento: Raúl Burgos per l’Argentina, Álvaro Bianchi per il Brasile, Jaime Massardo per il Cile e Dora Kanoussi per il Messico; quest’ultima ha coordinato l’intero progetto, assieme alla redazione della Fondazione Istituto Gramsci che si è occupata della cura editoriale: esprimiamo in proposito un ringraziamento particolare a Francesco Giasi per la direzione del lavoro di traduzione dei testi.
Nella vicenda latino-americana lo studio degli scritti di Gramsci si è intrecciato, forse più che altrove, alla storia politica del continente. Non può essere dimenticato in proposito il passaggio drammatico costituito dal diffondersi delle dittature militari: questo fatto, invece di determinare una cesura dell’interesse per Gramsci, provocò una nuova e decisiva ondata di studi sul suo pensiero. In questa parte del mondo può capitare di sentir raccontare da militanti, dirigenti politici, studiosi, come il loro primo contatto con le pagine gramsciane sia avvenuto in un contesto difficile: in carcere, o durante l’esilio, o in una condizione semi-clandestina. Si è creato così un legame sentimentale molto forte con la figura di Gramsci, in cui biografia, storia, politica e sviluppo del pensiero sono intimamente intrecciati tra loro. Tutto ciò ha reso opportuno aprire ciascuna delle quattro sezioni del volume con un’introduzione, in cui viene ripercorsa la vicenda culturale e storica in cui sono collocati i singoli saggi. Queste introduzioni, che costituiscono un motivo di particolare interesse del libro, consentono anche di recuperare un’ampia bibliografia di studi, e di colmare alcuni vuoti, a cominciare dall’assenza di alcuni casi nazionali, tra cui vanno ricordati almeno quello peruviano o quello cubano. Per quest’ultimo la lacuna è solo minimamente colmata dalla presenza di un saggio retrospettivo situato in chiusura del volume.
Dobbiamo avvertire il lettore del fatto che, per poter accogliere un numero così alto di saggi sono stati talvolta necessari tagli e adattamenti. Abbiamo creduto opportuno, per non appesantire la lettura, di evitare una traduzione filologica in cui le lacune fossero puntualmente segnalate. L’accessibilità degli originali, sia sotto il profilo linguistico, sia sotto quello banalmente materiale (molti di loro sono ormai reperibili in rete), ha consigliato di dare al lettore italiano un volume di accesso a una tradizione di studi, il più possibile rappresentativo della sua varietà, rimandando all’ampia bibliografia raccolta e citata per ricerche di carattere specialistico.
Ne è risultato, crediamo, un libro completamente nuovo, anche se fatto per lo più di scritti già editi: non ci sono noti infatti altri tentativi di una raccolta di questo tipo, estesa all’intero continente latino-americano visto nel suo insieme. Ci sembra quindi che il suo interesse non si limiti al nostro pubblico nazionale, come testimoniano già gli altri volumi usciti in questa serie ormai raccolti anche in molte biblioteche straniere.

 

Il volume è stato realizzato grazie ad un contributo concesso alla Fondazione Istituto Gramsci dalla Provincia di Roma