I MIEI NONNI NELLA RIVOLUZIONE. GLI SCHUCHT E GRAMSCI

BREVE STORIA DELLA FAMIGLIA RUSSA DI ANTONIO GRAMSCI
Antonio Gramsci jr
Roma, Edizioni Riformiste sc 2010
pp. 222, € 5,00 | 9771723004385

 

 

 

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Indice

Nota editoriale
Nota sull’autore
Nota bibliografica
Prefazione
Albero genealogico della famiglia Schucht
Ringraziamenti
Apollon Schucht, aristocratico che diventò bolscevico
Mia nonna Giulia
Tatiana
Eugenia
Ricordo di Tatiana
Foto di famiglia e documenti
Vita e pensiero di Antonio Gramsci
Appendice
1. Tatiana Schucht a Vladimir Potemkin 12.07.1939
2. Eugenia e Giulia Schucht a Josif Stalin 05.12.1940
3. Giulia Schucht a N. Kruscev 25 maggio 1964
4. Memorie di Eugenia sulla famiglia Ul’anov 1968
5 Camilla Ravera a Giuliano Gramsci 1972
Gli scritti di Gramsci sull’Unione Sovietica
1. La rivoluzione contro il «CAPITALE»
2. La Russia e l’Europa
3. La Russia, potenza mondiale
4. “CAPO”
5. L’URSS verso il comunismo
6. In che direzione si sviluppa l’Unione Soviettista?
7. I contadini e la dittatura del proletariato
8. Gli operai alla direzione delle industrie
9. Al comitato centrale del partito comunista sovietico

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In breve
Con questo libro di Antonio Gramsci Jr. la memorialistica dedicata alla “famiglia russa” di Gramsci si arricchisce di un contributo
fondamentale. Infatti, “I miei nonni nella rivoluzione” si caratterizza per una ricostruzione intessuta di memorie e documenti,
della vita, dei pensieri, dei sentimenti della famiglia Schucht nella Russia pre-rivoluzionaria e poi nell’Unione Sovietica. A cominciare
dal ritratto minuzioso e inedito di Apollon Schucht, capostipite della famiglia, quest’opera ci offre un quadro affascinante
della cultura e della mentalità di quel mondo russo con cui, attraverso la moglie, Gramsci negli anni Venti entrò in una relazione fusionale
in modo originale e profondo più di qualsiasi altro comunista italiano.


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Introduzione
di Giuseppe Vacca
Con questo libro di Antonio Gramsci Jr. la memorialistica dedicata alla “famiglia russa” di Gramsci si arricchisce di un contributo fondamentale. Quelli di cui sinora disponevamo sono dedicati principalmente al profilo individuale delle tre sorelle Schucht, entrate nella vita di Gramsci negli anni Venti del secolo passato. Il libro di Adele Cambria, Amore come rivoluzione, del 1976, opera pionieristica fondata sui ricordi di Nilde Perilli, amica di Genia, Giulia e Tatiana negli anni della loro vita comune a Roma (1908-1915) e poi legatissima a Tatiana fino al suo rientro in Russia alla fine del ’38, contiene principalmente un ritratto della giovinezza delle “tre donne” russe di Gramsci, corredato da lettere significative che ne caratterizzano i singoli profili. Vennero poi due testimonianze famigliari: quella di Mimma Paulesu Quercioli, Ricordo di Giulia, inserito nella raccolta delle lettere di Gramsci alla moglie Forse rimarrai lontana… del 1987, e il Ricordo di Tatiana, scritto da Giuliano Gramsci come prefazione alla raccolta delle Lettere ai familiari, del 1990: due profili toccanti, fondamentali per la conoscenza della vita delle tre sorelle. I miei nonni nella rivoluzione si caratterizza, invece, per una ricostruzione intessuta di memorie e documenti, della vita, dei pensieri, dei sentimenti della famiglia Schucht nella Russia pre-rivoluzionaria e poi nell’Unione Sovietica. A cominciare dal ritratto minuzioso e inedito di Apollon Schucht, capostipite della famiglia, quest’opera ci offre un quadro affascinante della cultura e della mentalità di quel mondo russo con cui, attraverso la moglie, Gramsci negli anni Venti entrò in una relazione fusionale in modo originale e profondo più di qualsiasi altro comunista italiano.
Se questo è il contributo principale del libro alla ricostruzione  della biografia di Gramsci, esso ha però anche un valore in sé, come contributo alla storia culturale della Russia per il periodo di cui si occupa. Contributo che studiosi, donne e uomini di cultura avevano già avuto modo di apprezzare quando Antonio Jr. due anni e mezzo fa, ne aveva pubblicato una prima edizione: La Russia di mio nonno. L’album familiare degli Schucht (Nuova Iniziativa Editoriale, Roma 2008). Ma questa è molto più che una nuova edizione: è un rifacimento che si giova delle accurate ricerche condotte dall’autore sulle carte dell’archivio di famiglia, ancora non del tutto esplorate.
Con l’autore e il consiglio dell’editore, abbiamo pensato di arricchire il volume di ulteriori materiali. Infatti, si ripubblica Il ritratto di Tatiana che si fonde perfettamente con la ricostruzione di Antonio Jr. perché i due scritti sono affini anche nelle corde della memoria e della sensibilità artistica. Singolari figure gli Schucht: da Apollon alle figlie Nadine e Tatiana, versati sia nelle scienze naturali che nella musica, eredità trasmessa anche ad Antonio Jr.. Musicisti sua nonna e suo padre, dotati di spiccate capacità letterarie, come dimostrano Il ricordo di Tatiana e questo affresco familiare di Antonio Jr.; e in questo è evidente l’impronta del nonno Gramsci. Inoltre, abbiamo ritenuto opportuno corredare il volume di una breve biografia di Gramsci, scritta da me, una piccola scelta di suoi scritti sulla Russia e di una altrettanto piccola scelta di documenti, non ancora pubblicati in volume, riguardanti i rapporti di Gramsci e gli Schucht con Lenin e di Giulia, Eugenia e Tatiana con l’èlite sovietica da Stalin a Krusciov. Fra gli articoli di Gramsci abbiamo scelto sia alcuni dei più noti come il celebre La rivoluzione contro il “Capitale” e La Russia e l’Europa, sia alcuni articoli meno conosciuti, dedicati alle polemiche con “La Tribuna” e il “ Mondo” nel settembre 1926, perché illustrano la visione che egli aveva della nep (la Nuova Politica Economica iniziata da Lenin nel 1922) in quel periodo e fanno da sfondo alla famosa lettera al Comitato Centrale del Partito comunista russo del 14 ottobre del 1926, con cui si chiude la piccola antologia.
Abbiamo inteso, così, dare almeno un’idea della parabola dei pensieri di Gramsci sull’”esperimento russo”, dall’ottimismo volontaristico iniziale all’avvio della riflessione critica e problematica sull’URSS, che si dispiegherà nei Quaderni del carcere, fermandoci ai giorni che precedettero il suo arresto (8 novembre 1926). Ci è parso utile ricapitolare l’atteggiamento di Gramsci nei confronti del “Paese dei Soviet” negli anni in cui diveniva più intenso il suo rapporto con la Russia attraverso la vicenda familiare. I documenti che riguardano i rapporti fra gli Schucht e l’èlite sovietica sono invece fondamentali, come è noto, per la biografia di Gramsci, e pensiamo anche che possano incuriosire il lettore.