LA CULTURA AMERICANA E IL PCI

INTELLETTUALI ED ESPERTI DI FRONTE ALLA “QUESTIONE COMUNISTA” (1964-1981)
Alice Ciulla
Carocci, Roma 2021 | pp. 147, € 25,00 | 9788829011858
STORIA INTERNAZIONALE DEL XX SECOLO / 19

 
Durante la Guerra fredda, la “questione comunista” fu centrale nel rapporto tra gli Stati Uniti e l’Italia. Sul piano politico, la fase acuta del confronto con l’Unione Sovietica coincise con l’impegno di Washington di arginare con ogni mezzo la forza del Partito comunista italiano. L’avvio della Distensione internazionale e l’allentamento dello scontro ideologico tra i blocchi del mondo bipolare, tuttavia, fornirono agli Stati Uniti l’occasione per ripensare lo sforzo anticomunista, definire strategie diverse dal passato e avviare un dialogo con i dirigenti dei partiti comunisti in Europa occidentale. Nel caso italiano, ciò fu facilitato anche dai cambiamenti nella linea politica interna ed estera che il gruppo dirigente del PCI portò avanti nel corso degli anni Settanta e dall’avvicinamento dei comunisti al governo del paese alla fine di quel decennio. Divisi fra detrattori e possibilisti, gli osservatori statunitensi proposero letture divergenti della questione comunista in Italia, dei suoi risvolti sugli equilibri politici interni e sul piano internazionale. Il volume ripercorre le tappe dell’evoluzione del dibattito sul comunismo italiano negli Stati Uniti all’interno della comunità accademica, dei think tank e delle reti informali con lo scopo di analizzare la pluralità di voci che vi presero parte e misurare la loro capacità di influenzare l’azione di Washington.
 
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Indice
Ringraziamenti, 7
Introduzione, 11
 
1. Dal monolitismo al policentrismo. Il movimento comunista internazionale e il caso italiano nell’analisi statunitense
Anticomunismo e “modello totalitario”, 23
Lo studio del PCI dal dopoguerra ai primi anni Sessanta, 34
Il Center for International Studies, il comunismo internazionale e il Memoriale di Yalta, 43
 
2. Stati Uniti e PCI dalla Primavera di Praga alla nascita dell’eurocomunismo (1968-75)
L’età della frattura, gli Stati Uniti e l’Italia, 57
Le origini dell’eurocomunismo. Il PCI nella politica italiana e internazionale, 59
Verso una conferenza sui partiti comunisti non al governo (1969-72), 62
Il comunismo europeo al Dipartimento di Stato, 78
Il Council on Foreign Relations e il progetto sul comunismo internazionale, 81
La Commissione trilaterale e i partiti comunisti dell’Europa occidentale, 95
«What is to be done?». Dall’analisi all’azione politica, 99
 
3. La stagione dell’eurocomunismo nel dibattito tra accademia e think tank statunitensi (1976-81)
Nascita e apogeo dell’eurocomunismo, 105
Eurocomunismo, crisi e Distensione. La particolarità del caso italiano, 108
Il CFR, lo IAI e la conferenza di Bologna, 119
Il CFR e il Research Institute for International Change, 130
Il viaggio di Napolitano negli Stati Uniti, 134
Tra conservatori e neoconservatori: dall’American Enterprise Institute al Center for Strategic Studies, 141
 
4. L’equivoco dell’amministrazione Carter: il PCI tra esecutivo, intellettuali e Congresso (1976-78)
Gli Stati Uniti dall’anticomunismo alla “non interferenza”, 149
Richard Gardner a via Veneto, 158
Il dibattito sul PCI e la liberalizzazione della politica dei visti tra esperti e Congresso, 165
Andreotti va a Washington, 172
Verso la Dichiarazione del 12 gennaio 1978, dalla Trilaterale alla presa di posizione pubblica, 176
L’Italia del 1978, il sequestro Moro e i nuovi equilibri politici, 186
La fine del “pericolo rosso” in Italia, 190
 
Epilogo, 197
Bibliografia, 207
Indice dei nomi, 235