La Germania Est tra Mosca e Bonn

Ostpolitik e Westpolitik nel rilancio del processo di sicurezza in Europa (1969-1975)
Federica Caciagli
Roma, Carocci 2010 | pp. 264, € 27,00 | 9788843055456
STORIA INTERNAZIONALE DEL XX SECOLO / 13

 

 

 

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Indice
Prefazione di Luigi Vittorio Ferraris
Introduzione
1. La vigilia della “nuova Ostpolitik”
“Cambiamento attraverso il riavvicinamento”
Le ambizioni dell’irrequieto figliastro: Walter Ulbricht e il modello RDT
L’interesse nazionale della RDT
Piani e ostacoli per il rilancio della sicurezza in Europa: la “Dichiarazione di Bucarest”
Prove di Deutschlandpolitik: la “dottrina Ulbricht”
Un drammatico “incidente di percorso”: la Primavera di Praga
L’apertura a Est di Bonn vista da Mosca
Ulbricht e le prime valutazioni dell’apertura a Est di Bonn
La minicrisi delle elezioni presidenziali a Berlino Ovest
Fronti paralleli: l’“Appello di Budapest” e l’ombra cinese

2. La Repubblica democratica tedesca nel “grande gioco” di Mosca
Verso la vittoria della “piccola coalizione”: prospettive da Mosca e Pankow
“Elasticità verso Bonn”: Mosca accelera l’apertura a Ovest
La nuova Westpolitik della SED
Da Erfurt a Kassel: i sovietici impongono la “pausa di riflessione”
Trattative incrociate: Bonn-Mosca e la questione di Berlino
«La fata Morgana si libra in cielo»: il Trattato di Mosca avvicina il miraggio di Brandt
Scosse all’interno della SED

3. Un primo bilancio della questione tedesca: verso il Trattato fondamentale tra le due Germanie
La fine dell’era Ulbricht
Il passaggio obbligato di Berlino: l’Accordo quadripartito
Il primo “non-Trattato” tra le due Germanie: l’Accordo sul transito
La ratifica dei Trattati dell’Est: una prima quadratura del cerchio sovietico
Il Trattato fondamentale: vincitori e vinti

4. La Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa: l’ultima occasione per la RDT
La fase delle illusioni
Bilanci e delusioni
Cala il sipario: la firma dell’Atto finale
Conclusioni. Uno Stato “di fatto” nella comunità internazionale: la vittoria incompiuta della Germania Est
Bibliografia

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In breve

Alla fine degli anni Sessanta nel quadro della distensione bipolare, la Repubblica federale di Germania dette avvio alla Ostpolitik cambiando profondamente i contorni delle relazioni tra i due blocchi in Europa. Negli anni successivi vennero conclusi accordi bilaterali, tra la RFG e l’URSS, tra la RFG e la Polonia e tra le due Germanie, che dettero sostanza alla Ostpolitik. In questo contesto la Germania Est di Walter Ulbricht si rivelò un attore più influente e scomodo di quanto la stessa Unione Sovietica avesse previsto. La relativa autonomia del leader tedesco, determinato a conquistare il riconoscimento formale della Germania Est da parte della comunità internazionale, divenne motivo di crescenti contrasti con l’URSS che mirava invece alla semplice conferma dello status quo europeo. Il conflitto si risolse con la rimozione di Ulbricht e la sua sostituzione con Erich Honecker, fedele alleato di Leonid Breznev. Anche Mosca tuttavia pagò un prezzo: ricondurre la Germania Est entro le coordinate degli interessi sovietici non fu sufficiente per impedire l’emergere delle contraddizioni della sfera di influenza che, in meno di due decenni, si sarebbe dissolta.