PIO LA TORRE

DIRIGENTE DEL PCI
a cura di Tommaso Baris e Gregorio Sorgonà
Istituto Poligrafico Europeo, Palermo 2018 pp. 203, € 16,00 | 9788896251751
PUBBLICAZIONE REALIZZATA CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE

 

 

 

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Indice

Francesco Giasi, Prefazione, 7
Abbreviazioni, 10
Tommaso Baris e Gregorio Sorgonà, Introduzione, 11
Francesco Tornatore, Il giovane La Torre e la politica (1944-1950), 19
Pierluigi Basile, Lavoro, diritti e sviluppo. L’impegno sindacale in Sicilia (1952-1962), 37
Gregorio Sorgonà, I comunisti siciliani e la questione urbanistica. Dal risanamento a un’idea di città (1952-1966), 57
Tommaso Baris, Dirigente di partito in Sicilia e a Palermo (1962-1969), 79
Giovanni Cerchia, Mezzogiorno e questione contadina alla prova degli anni Settanta, 103
Giuseppe Provenzano, Gli anni dell’intervento straordinario,119
Alexander Höbel, Dirigente nazionale nel Pci di Berlinguer, 141
Daniela Dioguardi, Pio La Torre e la “questione femminile”, 159
Ermanno Taviani, Il “ritorno” in Sicilia, 179
Note sugli autori, 197
Indice dei nomi, 199


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In breve

Il volume si è posto l’ambizione di ricostruire gli aspetti principali della biografia di Pio La Torre, aspirando a confrontarsi con tutti gli ambiti della sua azione politica, non riducibile soltanto alla pur fondamentale attività di contrasto e denuncia della criminalità organizzata: la formazione nel PcI postbellico; l’attività di quadro politico e sindacale nella Palermo degli anni cinquanta; l’esperienza alla guida del PcI in Sicilia e l’impegno meridionalista; la partecipazione alla Direzione nazionale; infine, il rapporto col movimento femminista e con quello pacifista. Attraverso un ampio ricorso a documenti d’archivio fino ad ora non utilizzati, i saggi contenuti nel volume offrono perciò una interpretazione della figura di La Torre che ne focalizza il ruolo nella storia siciliana e in quella della Repubblica.


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Prefazione
di Francesco Giasi

Le iniziative promosse dalla Camera dei deputati in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Pio La Torre (e trentacinquesimo della sua morte) hanno consentito di approfondire i momenti più rilevanti della sua biografia non limitandosi a commemorare l’illustre vittima, unico parlamentare italiano ucciso dalla mafia mentre svolgeva il suo mandato. In una serie di giornate di studio affidate di volta in volta a uno o più istituti culturali sono state ripercorse le tappe del suo impegno in veste di dirigente sindacale e di partito, di parlamentare e di animatore del dibattito pubblico attorno a questioni nodali della vita politica italiana. È stato possibile presentare i frutti di nuove ricerche anche grazie al lavoro svolto dalle istituzioni pubbliche e private che hanno raccolto e messo a disposizione le fonti relative all’intensa attività di La Torre dall’immediato dopoguerra sino agli ultimi giorni della sua vita. Il Centro di studi e di iniziative culturali che porta il suo nome ha sollecitato la riproduzione dei documenti che riguardano la sua attività e l’Archivio digitale “Pio La Torre”, gestito dall’Archivio storico della Camera dei deputati, si presenta oggi come una ricca banca dati che consente un accesso immediato a fonti (carte d’archivio, documenti a stampa, atti parlamentari) provenienti da diversi archivi e biblioteche e costituisce il punto di avvio per qualsiasi ricerca. È apparsa poi la bibliografia degli scritti, amorevolmente curata da Francesco Tornatore ed edita col titolo «Ecco perché…» dalla casa editrice che si è fatta carico della pubblicazione del presente volume: un repertorio degli scritti e dei discorsi che si è dimostrato uno strumento indispensabile per rintracciare e contestualizzare quanto La Torre ha prodotto in più di trentacinque anni di impegno politico. Fonti e strumenti che permettono di rileggere e di reinterpretare momenti della storia civile e politica siciliana, la stessa storia del Partito comunista italiano (connettendo l’attività degli organismi periferici e di quelli centrali), vicende e questioni che hanno segnato la storia dell’Italia repubblicana: le lotte per la terra, il rapporto tra governo e opposizione, i problemi vecchi e nuovi della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno, l’incidenza della corruzione e della criminalità organizzata, i riverberi della Guerra fredda in Italia agli inizi degli anni Ottanta durante le battaglie contro l’istallazione dei missili a Comiso. La Torre emerge come dirigente che volle mantenere un legame ininterrotto con la sua città e la sua regione, attribuendo la giusta rilevanza nazionale ai problemi più scottanti della Sicilia. I primi elementi per la ricostruzione del suo itinerario di militante del Partito comunista erano stati offerti dallo stesso La Torre in uno scritto in larga parte autobiografico risalente al 1980; in Comunisti e movimento contadino in Sicilia – introdotto da una breve ed efficace prefazione di Rosario Villari, anch’egli testimone delle lotte contadine nella non lontana provincia di Reggio Calabria –, La Torre aveva voluto raccontare dettagliatamente la storia dell’occupazione delle terre nel biennio 1949-1950 di cui era stato protagonista. E non mancano suoi contributi ricostruttivi sugli anni successivi. Ebbe modo di pronunciarsi sul passato e sul presente della sua esperienza di dirigente meridionale in occasione del convegno barese su Togliatti e il Mezzogiorno; e in altre sedi aveva colto l’opportunità di gettare uno sguardo retrospettivo sulla sua militanza. Va detto che nei trentacinque anni che ci separano dalla sua morte, i tratti caratteristici della sua figura non sono mai apparsi troppo sfocati. La Torre non è stato mai considerato un militante politico appartenente a un’epoca lontana e dimenticata della nostra storia. Le doverose commemorazioni non si sono mai ridotte a stanchi momenti rituali, quando invece la ritualità civile si è rivelata troppo spesso incapace di trasmettere valori e riproporre adeguatamente il significato di vite e di episodi esemplari. Vi è stata poi la forza rivelatrice di testimonianze che si sono contraddistinte per la loro vividezza: le memorie di chi lo ha conosciuto da vicino hanno continuato a ridefinirne l’immagine, giustamente avvolta dall’aura dell’eroe civile. Di nuove testimonianze si sono avvalsi anche gli organizzatori dei convegni del 2017, mentre anche i figli ritenevano opportuno testimoniare nel modo che più gli competeva; nel convegno organizzato dalla Fondazione Gramsci è stato chiesto a Emanuele Macaluso e ad Achille Occhetto di intervenire e i loro ricordi si sono rivelati illuminanti. Storiografia e memoria possono dialogare proficuamente, ma è parsa evidente la necessità di ripercorrere l’esperienza di La Torre con un taglio non più soltanto rievocativo. Un ulteriore e indispensabile passo in avanti si poteva compiere soltanto affidando i dovuti approfondimenti storici a studiosi disposti a compiere le ricerche documentarie necessarie. Il volume nasce dal convegno Tra Palermo e Roma. Pio La Torre dirigente del PCI, organizzato dalla Fondazione Gramsci, con la partecipazione dell’Istituto Gramsci siciliano. I relatori hanno ampiamente arricchito e rivedutole loro relazioni; si è deciso di includere il saggio di Pierluigi Basile su La Torre sindacalista, appositamente scritto per questo volume, e quello di Giuseppe Provenzano, rielaborazione della relazione tenuta il 3 ottobre 2017 al convegno Le lotte e l’impegno per il Mezzogiorno: Pio La Torre e il PCI negli anni dell’intervento straordinario, organizzato dalla SVIMEz. Il quadro offerto dai saggi ci pare molto ricco e ci auguriamo che il volume sia accolto come insieme di contributi non trascurabili per rileggerne l’intera biografia.