Quale socialismo, quale distensione?

Il comunismo europeo e la crisi cecoslovacca del '68
Maud Bracke
Roma, Carocci 2009 | pp. 320, € 33,00 | 9788843050994
STORIA INTERNAZIONALE DEL XX SECOLO / 11

 

 

 

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Indice
1. Comunismo e internazionalismo in Europa occidentale: il quadro teorico e analitico
PARTE PRIMAComunismo e internazionalismo, 1956-1967
2. Il comunismo in Europa occidentale e i cambiamenti del1956
3. Il comunismo e l’internazionalismo in Europa occidentale, 1962-1967
PARTE SECONDA La Primavera di Praga, l’invasione, il dissenso
4. La Primavera di Praga e il comunismo in Europa occidentale:riforma e distensione
5. L’invasione, il dissenso, la crisi 6. Normalizzazione e riallineamento
PARTE TERZA L’internazionalismo dopo la Cecoslovacchia
7. La ridefinizione dell’internazionalismo (1969-1970)
8. L’internazionalismo e l’eurocomunismo negli anni Settanta Conclusioni della
PARTE QUARTA Conclusioni generali L’internazionalismo, la distensione e la rivoluzione Appendice Fonti Bibliografia Indice dei nomi


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In breve
La crisi cecoslovacca del 1968 rappresentò uno shock per tutti i partiti comunisti, e in particolare per i due maggiori e più influenti dell’Europa occidentale: il Partito comunista italiano e il Partito comunista francese. L’invasione sovietica che soffocò la Primavera di Praga, oltre a porre fine alle speranze di un “socialismo dal volto umano”, ebbe effetti profondi e complessi sull’identità di questi partiti, sulle loro strategie, sul loro internazionalismo e sulla loro legittimità. La presente ricerca mette in relazione i drammatici eventi del 1968 cecoslovacco con le principali questioni che il PCI e il PCF si trovarono ad affrontare: il dibattito su rivoluzione e riforme, la destalinizzazione e le contraddizioni dell’“internazionalismo” sovietico. Questi problemi chiave sono analizzati nei differenti contesti: l’avvio della distensione tra Est e Ovest, le crisi e le divisioni all’interno del mondo comunista e la rapida modernizzazione delle società e delle economie dell’Europa occidentale. L’invasione della Cecoslovacchia, evidenziando le ambiguità e i limiti del concetto sovietico di distensione, rappresenta un momento cruciale per la storia della sinistra europea, un evento che ha rivelato la distanza tra gli interessi sovietici in Europa e le strategie nazionali del PCI e del PCF.