STALIN E L’EUROPA

LA FORMAZIONE DELL'IMPERO ESTERNO SOVIETICO (1941-1953)
Fabio Bettanin
Roma, Carocci 2006 | pp. 352, € 26,50 | 9788843037155
STORIA INTERNAZIONALE DEL XX SECOLO / 8

 

 

 

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Indice

Introduzione
Elenco delle sigle
1. La via sovietica all’impero
1.1. Impero/i
1.2. Che cosa non fare
1.3. L’impero interno

2. La strada per Berlino (1945)
2.1. Una guerra diversa
2.2. Le zone d’influenza: i progetti
2.3. Le zone d’influenza: la pratica

3. Sono esistite le democrazie popolari
3.1. Le vie nazionali: la teoria
3.2. Le vie nazionali: la pratica
3.3. Mosca

4. La strada per Mosca
4.1. Praga
4.2. Berlino
4.3. Belgrado Epilogo. La strada per Berlino (1989)
1. Prove di modello: i nuovi gruppi dirigenti
2. Prove di modello: le nuove società 3. Prove di modello: l’impero isolazionista
Indice dei nomi

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In breve

La formazione del blocco socialista in Europa orientale è stato uno degli avvenimenti centrali del XX secolo, i cui effetti durano ancor oggi. Grazie alla documentazione di recente emersa dagli archivi russi è possibile delineare il ruolo cruciale di Stalin, in positivo e negativo. Fu la sua abilità nel trattare da posizioni di forza, con realismo e duttilità, a consentire all’urss di consolidare le conquiste territoriali della guerra e di formare il suo impero esterno. Fu l’incapacità di liberarsi dei dogmi della cultura politica del bolscevismo a impedirgli di progettare per i paesi dell’Europa orientale un futuro che non ricalcasse l’esperienza sovietica. La storia di quegli anni è cronaca di sconfitte epocali di Stalin e dell’urss: la rottura con la Jugoslavia di Tito, il colpo di Stato in Cecoslovacchia e soprattutto la divisione della Germania furono infatti esiti non desiderati, legati all’incapacità sovietica di sostenere il confronto con i paesi occidentali e di affermare la propria egemonia sugli alleati. Sin dall’inizio nell’impero esterno sovietico si formarono così crepe destinate a non ricomporsi, e che a distanza di decenni ne determinarono il crollo.