Andreotti, il Lazio e «Primavera». Dal radicamento locale alle correnti Dc (1946-1964)

ANNO 59 2018
N. 3, LUGLIO-SETTEMBRE
Tommaso Baris, pp. 779-807
RICERCHE

Il presente articolo indaga la costruzione della corrente Primavera, creata nel 1954 da Giulio Andreotti. Il politico romano cercò cosí di resistere all’azione accentratrice di Fanfani, propenso a cancellare i vari potentati locali Dc considerati troppo indipendenti dal potere centrale. Andreotti cercò allora, specie dopo il Congresso di Napoli, di costruire una struttura nazionale partendo dal suo collegio elettorale, vale a dire il Lazio. Qui era stato eletto deputato alla Costituente nel 1946 ma soprattutto dopo la chiamata di De Gasperi all’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio aveva creato una vasta rete di relazioni con i rappresentanti locali della Dc. Andreotti divenne cosí il tutore del territorio laziale, riuscendo a inserire le province meridionali nell’area di intervento della Cassa del Mezzogiorno e sostenendo le richieste del mondo contadino in materia di riforma dei patti agrari. Su questa base Andreotti conquistò una supremazia nettissima nel Lazio, facendone la base per la creazione della sua rete nazionale. Grazie alla corrente, Andreotti riuscí ad avere un ruolo piú incisivo negli equilibri interni alla Dc, come dimostra l’elezione di Moro a segretario al Congresso di Firenze del 1959 grazie ai suoi voti. Moro gestí il partito in modo diverso, portandolo unito al centro-sinistra e finendo per legare a sé lo stesso Andreotti.

Parole chiave: Giulio Andreotti, Democrazia cristiana, correnti politiche, consenso locale

 

Giulio Andreotti, Lazio and «Primavera». From local entrenchment to currents in the Dc (1946-1964)

This essay investigates the construction of the «Primavera» current, created in 1954 by Giulio Andreotti, within the Christian Democrat party. The Roman politician aimed to resist the centralizing drive by Amintore Fanfani, who was attempting to erase the various local Christian Democratic power bases, deemed too independent of the Party’s central power. Andreotti therefore sought – especially following the Party Congress in Naples – to build a national structure starting from his own constituency, i.e. Lazio. Here he had been elected to the Constituent Assembly in 1946 and here, once Alcide De Gasperi called him to the position of undersecretary to the Presidency of the Council of the Minsters, he had created a vast network of relations with local representatives of the Democrazia Cristiana. Andreotti thus became a kind of «Guardian of the Territory» for Lazio, succeeding in including that Regione’s southern provinces within the intervention area of the Cassa del Mezzogiorno, and supporting the demands by the farming world with regard to reforming the agricultural pacts. On this basis, Andreotti gained a very clear supremacy in Lazio, making it the springboard for creating its national network. Thanks to the «Primavera» current, Andreotti acquired a more incisive role within the D.C. internal affairs: Aldo Moro was elected Party Secretary at the 1959 Florence Congress thanks to its votes. Moro led the Party differently and in a new direction, shepherding it to the Centre-Left Coalition Government.

Keywords:  Giulio Andreotti, Christian Democratic Party, political currents, local consent


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