Dopo l’«onda corporativa»: riflussi, rimozioni e retaggi nell’Europa postbellica

ANNO 59 2018
N. 4, OTTOBRE-DICEMBRE
Matteo Pasetti, pp. 981-1005
CORPORATIVISMI. FASCISMI E OLTRE

Recenti studi in ambito storico, giuridico e politologico hanno riletto i progetti e le esperienze corporative degli anni tra le due guerre mondiali, delineando l’immagine di un’«onda» che si propagò in diversi paesi per fornire una nuova configurazione istituzionale, di stampo autoritario, ai rapporti tra economia, società e Stato. Tali studi si sono caratterizzati per approcci metodologici differenti, in parte centrati sugli spazi nazionali, in parte invece con un taglio comparativo e/o transnazionale. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il loro orizzonte cronologico non è andato oltre l’inizio della Seconda guerra mondiale, nell’evidente constatazione che l’«onda corporativa» si esaurì con la fine del regime fascista che – pur non avendola generata – l’aveva connotata. Obiettivo di questo articolo è estendere l’arco cronologico agli anni Quaranta e in particolare all’immediato dopoguerra, portando elementi di riflessione sull’eredità del laboratorio corporativo europeo degli anni Trenta. Si metteranno in luce così, da un lato, l’abbandono di ogni esplicita aspirazione a una trasformazione dell’ordine sociale e politico di segno corporativo, e dall’altro, alcuni retaggi dei progetti e delle politiche istituzionali attuate nel periodo precedente.

Parole chiave:  corporativismo, secondo dopoguerra, postfascismo, continuità e rotture, Europa

 

After the «corporatist wave»: ebb, removal, and legacy in post-war Europe

Recent historical, juridical and political studies have reinterpreted the corporatist projects and experiences of the interwar era, outlining the image of a «wave» that spread in different countries to provide a new authoritarian framework for the institutional relationships between economy, society and state. Characterized by different methodological approaches, these studies focus in part on national spaces, and in part on a comparative / transnational dimension. In most cases, however, their chronological horizon did not go beyond the beginning of the Second World War, clearly acknowledging the fact that the «corporatist wave» ended with the end of the Fascist regime that, while not generating it, had been its distinguishing feature. This article extends the chronological focus to the 1940s and in particular to the immediate post-war period, bearing elements of reflection on the heritage of the European corporatist laboratory of the 1930s. The aim is to highlight, on the one hand, the abandonment of any explicit aspiration to transform the social and political order into a corporatist system, and on the other, some legacies of the institutional policies implemented in the previous period.

Keywords:  post-war, post-fascism, continuities and breakages, Europe  


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