Gramsci in India: Capitalist Hegemony and Subaltern Politics

ANNO 58 2017
N. 4, OTTOBRE-DICEMBRE
Partha Chatterjee pp. 963-986
NELL’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ANTONIO GRAMSCI (1937-2017)

This article reviews the use of Gramsci’s ideas in Indian historical scholarship since the 1970s, around four themes. (1) In analyzing the history of peasant revolts in colonial India, scholars of Subaltern Studies argued that the rebellions show an autonomous subaltern consciousness that was subservient in ordinary times but acted politically in moments of revolt to negate the signs of subordination. (2) In analyzing state formation, these scholars characterized the colonial state as a dominance without hegemony and the postcolonial state as a passive revolution. (3) Cultural historians have analyzed the formation of the people/nation by describing the hierarchical relation between English, the colonial language of state, and the many regional languages in which, through printed texts and audiovisual media, the idea of the nation has been popularized. (4) The most recent period has seen the attempt to create a new hegemonic bloc based on Hindu majoritarianism under conditions of rapid primitive accumulation and competitive populism. This historical process is unknown in the history of Western capitalism.

Keywords: peasant revolt, subaltern classes, hegemony, passive revolution.

 

Gramsci in India: egemonia capitalista e politica dei subalterni

Questo articolo esamina l’uso delle idee di Gramsci nella ricerca storica indiana dagli anni Settanta lungo quattro assi. 1) Analizzando la storia delle rivolte contadine nell’India coloniale, gli studiosi di Subaltern Studies sostenevano che le ribellioni mostrano una coscienza autonoma dei subalterni che era solitamente sottomessa, ma che agiva politicamente nei momenti di rivolta proprio per respingere i simboli della subordinazione. 2) Analizzando la formazione dello Stato, questi studiosi hanno concepito lo Stato coloniale come un dominio senza egemonia e lo Stato postcoloniale come una rivoluzione passiva. 3) Gli storici della cultura hanno analizzato la formazione del popolo-nazione descrivendo la relazione gerarchica tra l’inglese, lingua coloniale di Stato, e le molte lingue regionali in cui, attraverso testi stampati e supporti audiovisivi, l’idea della nazione è stata popolarizzata. 4) Il periodo più recente ha visto il tentativo di creare un nuovo blocco egemonico basato sulla condizione maggioritaria degli Indú in un contesto di rapida accumulazione primitiva e populismo competitivo. Questo processo storico è sconosciuto nella storia del capitalismo occidentale.

Parole chiave: rivolta contadina, classi subalterne, egemonia, rivoluzione passiva.

 


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