L’efficacia delle politiche fiscali e monetarie, tra teoria e storia. Oltre le aspettative razionali e la teoria quantitativa della moneta

ANNO 58 2017
N. 1, GENNAIO-MARZO
Elio Cerrito pp. 143-186
OPINIONI E DIBATTITI

Il saggio è parte di una piú ampia riflessione dell’autore sulla restituzione di efficacia alle politiche economiche ai fini della crescita. Tre lemma radicati nella fenomenologia storica sono dichiarati e appaiono cruciali per un nuovo consensus: unitarietà delle scienze sociali e interazione strutturale tra preferenze economiche ed extra-economiche; interconnessioni ineludibili tra politica fiscale monetaria, da sostituire a una visione di sostanziale indipendenza dei due strumenti; rendimenti di scala costanti o crescenti. Il saggio passa quindi ad analizzare su basi storiche incoerenze cruciali della nozione di aspettative razionali (postulato di razionalità, assioma di validità della teoria quantitativa della moneta ecc.), sulla quale fondano politiche e istituzioni contemporanee primarie, insieme ad importanti conquiste cui detta nozione ha portato (messa a fuoco degli effetti di fenomeni puramente cognitivi, soluzione dei problemi classici del lag e della sluggishness delle politiche economiche). Una migliore comprensione dei fenomeni psichici, piuttosto che meramente cognitivi e razionali, emerge come acquisizione scientifica necessaria per il disegno di politiche economiche efficaci per la crescita. L’attenzione si sposta poi sulla teoria quantitativa della moneta. Si mostrano elementi logici e storici che invalidano la teoria. I dati mostrano anche due importanti fenomeni di banalità pro tempore e non-banalità diacronica. L’invalidazione della teoria quantitativa ha implicazioni di essenziale importanza per le politiche. Tra queste, la possibilità di politiche economiche espansive senza inflazione, la confutazione della inefficacia delle politiche fondata sulla curva di Phillips verticale, la necessità di una diversa e piú robusta teoria per il price setting e l’influenza della banca centrale sui prezzi. Si anticipa la nozione di convenzioni come strumento per la spiegazione di molti dei fenomeni illustrati e per la soluzione dei problemi di policy. Un nuovo e più efficace consensus riguardo le politiche economiche per la crescita comporta una importante riforma del trattato di economia dominante. Deve includere consapevolezza riguardo le dinamiche delle convenzioni piuttosto che le aspettative razionali, adesione alla unitarietà delle scienze sociali, inclusione dei processi irrazionali ed emotivi insieme a quelli razionali, abbandono della teoria quantitativa della moneta, dettagli analitici sulle interazioni tra politica fiscale e monetaria e chiarificazione delle loro effettive differenze, sostituzione all’assioma di rendimenti decrescenti del contesto storico prevalente di rendimenti costanti e crescenti.
Parole chiave: politica economica, crescita, aspettative razionali, teoria quantitativa della moneta, convenzioni.

 

The effectiveness of fiscal and monetary policy, between theory and history. Beyond rational expectations and the quantity theory of money

The essay is part of the author’s wider reflection on restoring the conditions of effectiveness to economic policies for growth. Three headings established on historical grounds are declared as crucial to a new consensus: the unity of social sciences and the essential interaction between economic and extra-economic preferences; strong interconnections between fiscal and monetary policies; constant or increasing returns of scale. The essay then examines on historical grounds the crucial inconsistencies of the notion of «rational expectations» (postulate of rationality, reliance on the quantity theory of money, etc.), upon which major contemporary policies and institutions are based, along with important advances it has permitted (focus on the effect of purely cognitive phenomena, solution of the classic problems of sluggishness and lagging behind). A more robust comprehension of psychic phenomena, instead of merely cognitive and rational ones, emerges as a necessary scientific acquisition towards designing effective policies for economic growth. Attention is then paid to the quantity theory of money. Logical and historical elements invalidating the theory are shown. Data also illustrate aggregate phenomena of pro tempore banality, and diachronic nonbanality. The invalidation of the quantity theory has major economic implications. These include the possibility of expansive fiscal and monetary policies without inflation, the denial of the vertical Phillips curve ineffectiveness bias, and the need for a sounder theory of price setting and of inflation control by the central banks. The notion of conventions is anticipated as an instrument to explain most of the phenomena illustrated and to solve major policy problems. A new and more robust consensus on economic policy for growth means reforming the dominant treaty of economics. It has to include awareness with regard to the dynamics of conventions rather than to rational expectations, adhesion to the unity of social sciences, allowance for irrational, emotive processes along with rationality, abandonment of the quantity theory of money, analytics of differences and interactions between fiscal and monetary policies, and substitution of the axiom of decreasing returns with the prevailing historical context of constant and increasing returns.
Keywords: economic policy, growth, rational expectations, quantity theory of money, conventions.


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