Manzoni, la peste, il Terrore. Il complotto e la storia nel capitolo XXXI dei Promessi sposi

ANNO 59 2018
N. 1, GENNAIO-MARZO
Adriano Prosperi pp. 23-45


Il processo milanese contro gli untori del 1630 ci è noto attraverso la lettura illuministica di Pietro Verri e la rilettura cattolica e romantica di Manzoni. È rimasta ignota finora la fortuna che quel processo aveva avuto nell’età della Controriforma. Ma perché Manzoni dedicò tanto interesse a quella vicenda? La tesi di questo lavoro è che dietro la peste del Seicento Manzoni vedeva in realtà un’altra peste, quella che aveva infettato le menti di un popolo intero nella Francia del Terrore. Lo mostra una citazione poi scomparsa del Fermo e Lucia, della cui importanza stranamente nessuno si è accorto. Rileggere da questo punto di vista la Storia della colonna infame permette di capire perché questa seconda opera fosse per Manzoni strettamente legata al romanzo. Le sentenze dei giudici della Colonna infame e quelle dei tribunali parigini del Terrore erano legate per l’autore da uno stesso filo. All’origine di tutto c’era quella che possiamo definire la «sindrome del complotto», l’ossessione del nemico nascosto come una forza capace di scardinare la società e le regole del diritto. Un tema attuale nell’Europa della metà dell’Ottocento, un problema che inquietò a lungo la riflessione di Alessandro Manzoni davanti al fenomeno della rivoluzione come grande movimento di popolo.

Parole chiave: peste, Terrore, Rivoluzione francese, sindrome del complotto.

 

Manzoni, the plague, and the Terror. Conspiracy and history in chapter XXXI of Promessi sposi

Books The Milan trial of the plague-spreaders of 1630 is known to us through the Enlightenment reading by Pietro Verri and through Manzoni’s Catholic and romantic reinterpretation. The fortune the trial had in the age of the Counter- Reformation has remained unknown. But why did Manzoni dedicate so much interest to this affair? The thesis of this work is that behind the seventeenth-century plague, Manzoni actually saw another one, the one that had infected the minds of an entire people in France during the Terror. This is shown by a quotation that later disappeared from Fermo e Lucia, the importance of which strangely went unnoticed. Rereading Storia della colonna infame from this perspective allows us to understand why, for Manzoni, this second work was closely related to the novel. For the author, the sentences of the Judges of the Column of Infamy, and those of the Parisian tribunals of the Terror, were linked by the same thread. At the origin of everything there was what we may define as the «conspiracy syndrome,» the obsession with the hidden enemy as a force capable of undermining society and the rule of law. A current theme in Europe in the mid-nineteenth century, it was a problem that long disturbed the reflection of Alessandro Manzoni in the face of the phenomenon of revolution as a great movement of the people.

Keywords:  plague, Terror, French Revolution, conspiracy syndrome.


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