Nascita dell’obolo di san Pietro. Le origini politiche di una moderna devozione (1847-49)

ANNO 59 2018
N. 4, OTTOBRE-DICEMBRE
Ignazio Veca, pp. 1031-1054
RICERCHE

A partire dalla fine del potere temporale dei papi, l’obolo di san Pietro è stata la fonte principale di finanziamento della Chiesa cattolica. La storiografia ha indagato il fenomeno nei suoi molteplici aspetti: ne sono state evidenziate le caratteristiche economiche in rapporto alla finanza pontificia, la natura religiosa di vettore di devozione verso il sovrano pontefice, oltre che la funzione di strumento politico del papato nell’età degli Stati nazionali e secolari. Tutte queste analisi sono tuttavia partite da una cronologia incentrata sul definitivo tramonto dello Stato pontificio a partire dalla congiuntura del 1859-60. Questo saggio intende rileggere le origini del fenomeno alla luce di nuove acquisizioni documentarie. Lo fa spostando risolutamente la rinascita moderna dell’obolo di san Pietro al biennio 1847-1849, dimostrando che il riemergere di una forma medievale di sostegno economico al sovrano pontefice si colloca all’interno della mobilitazione europea in favore delle riforme «liberali» di papa Pio IX. Ricostruisce le metamorfosi di questa partecipazione trasversale fino alla definitiva saldatura intransigente del 1849, in pieno clima di restaurazione controrivoluzionaria. L’analisi fa emergere cosí il carattere politico originario delle prime sottoscrizioni per il papa, nate dall’intreccio delle forme di politicizzazione dell’epoca romantica. Illumina poi il carattere moral-economico che sovrintese alla logica dello scambio simbolico tra sovrano pontefice e masse cattoliche.

Parole chiave:  obolo di san Pietro, devozione, ultramontanismo, politicizzazione

 

The Birth of Peter’s Pence. Political Origins of a Modern Devotion (1847- 1849)

Since the end of the popes’ temporal power, Peter’s pence has been the Catholic Church’s main source of financial support. Historiography has investigated the phenomenon from multiple perspectives: economic features in connection with papal finances have been highlighted, as well as religious aspects as the spreader of devotion to the Roman pontiff, and as a political instrument for the papacy in the age of secular nation-states. Nevertheless, all these analyses are based on a chronology focusing on the final sunset of the Papal States starting from the turning point in 1859-60. This paper aims to reinterpret the origins of the phenomenon in light of new evidence. It does so by shifting the modern rebirth of Peter’s Pence decisively back to the 1847-49 period; it thus demonstrates that the renaissance of a Medieval form of economic support for the sovereign pontiff had to be placed in the midst of the European mobilization in favour of Pope Pius IX’s «liberal» reforms in 1847. The essay proceeds to reconstruct the metamorphosis of original, transversal Catholic participation into a final intransigent consolidation in 1849, in a climate of counter-revolutionary restoration. The analysis then highlights the original political nature of the first subscriptions for the pope, emerging from the forms of politicization in the Romantic age. It lastly casts light upon the moral and economic nature overlaid upon the logic of exchange between the sovereign pontiff and Catholic masses.

Keywords:  Peter’s Pence, devotion, Ultramontanism, politicization  


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