Pratica, funzione, razionalità. Sulla «nuova architettura» nei Quaderni del carcere

ANNO 58 2017
N. 2, APRILE-GIUGNO
Giuliano Guzzone pp. 329-352


L’oggetto del saggio è costituito dalle note sull’architettura dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Di queste note si propone uno studio filologico e testuale, al fine di individuarne le possibili fonti e gli impliciti riferimenti, e un’interpretazione di carattere piú generale, allo scopo di definirne la collocazione nel quadro della filosofia della praxis. Per quanto riguarda l’aspetto filologico- testuale, si argomenta che i testi gramsciani sull’architettura razionale sono stati redatti entro il febbraio 1933, e che tale retrodatazione suggerisce di rivedere la cronologia del Quaderno 14 originariamente proposta da Gerratana. Per quanto concerne invece l’aspetto interpretativo generale, si sostiene che, nelle note sull’architettura, Gramsci tenti di dare una soluzione non crociana, basata sulla «traducibilità dei linguaggi», al problema dell’unità e della differenza tra arte e politica, tra estetica e pratica.

Parole chiave: filosofia della praxis, traducibilità dei linguaggi, distinzione, razionalismo italiano, architettura.

 

Practice, Passive revolution and political laboratory. Some notes on Gramsci’s analysis of fascism in his Prison Notebooks

This essay deals with the notes on architecture in Antonio Gramsci’s Prison Notebooks. After a philological and textual analysis to identify their possible sources and implicit references, I then propose a more general interpretation, in order to define their position within the framework of the philosophy of praxis. On philological grounds, I argue that Gramsci wrote the notes on rationalist architecture during the month of February 1933; as a consequence of this backdating, I suggest revising the chronology of the entire Notebook 14 as previously established by Gerratana. On interpretative grounds, I maintain that Gramsci, by writing the notes on architecture, attempts to provide a non-Crocean solution, one based on the «translatability of languages», to the problem of unity and the difference between art and politics, aesthetics and practice.

Keywords: philosophy of praxis, translatability of languages, distinction, Italian rationalism, architecture


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