Riformismo e corporativismo nella crisi dello Stato liberale, tra Italia ed Europa

ANNO 59 2018
N. 4, OTTOBRE-DICEMBRE
Stefano Musso, pp. 897-917
CORPORATIVISMI. FASCISMI E OLTRE

Il saggio mette a confronto le linee d’azione politica del riformismo, di matrice prevalentemente socialista, con quelle del corporativismo, prevalentemente fascista, tra l’inizio del Novecento e lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Il campo di osservazione privilegiato è l’Italia, con alcuni riferimenti comparativi all’ambito europeo (Germania, Francia, Gran Bretagna). Entrambe le aree politico-culturali, critiche nei confronti della politica liberale di stampo ottocentesco, elaborarono proposte riferite a due ambiti: il primo è la modifica degli assetti istituzionali in direzione del riconoscimento dei corpi intermedi, della rappresentanza professionale, della regolazione della contrattazione collettiva; il secondo è l’impegno dello Stato per affrontare la «questione sociale» e i problemi relativi: disoccupazione, urbanesimo, migrazioni. Il saggio mette in luce la netta divaricazione tra soluzioni autoritarie e pluraliste, unitamente agli elementi di affinità e parziale sovrapposizione, tali da offrire appigli alla ricerca fascista del consenso.

Parole chiave: corporativismo, sindacati, leggi sul lavoro, socialismo riformista, fascismo

 

Reformism and corporatism in the crises of the liberal State. Italy and Europe

The essay compares the politics proposals of reformism, predominantly socialist, with those of corporatism, mainly fascist, between the beginning of the twentieth century and the outbreak of World War 2. The privileged field of observation is Italy, with some comparative references to the European sphere (Germany, France, England). Both political and cultural areas were critical of the nineteenth-century liberal politics. They elaborated proposals referring to two areas: the first is the modification of the institutional framework through the recognition of intermediate bodies, of professional representation, and the regulation of collective bargaining; the second is the commitment of the State in tackling the «social question» and the relative problems: unemployment, urbanism, migrations. The essay highlights the clear divergence between authoritarian and pluralist solutions, together with elements of affinity and partial overlap that could act as a handle to the fascist search for consensus.

Keywords:  corporatism, Trade Unions, labour law, reformist socialism, Fascism


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