Rifugiati politici e migranti, questioni confinarie e dispute di sovranità: i «sudditi italiani di Libia» in Tunisia (1911-1914)

ANNO 58 2017
N. 2, APRILE-GIUGNO
Federico Cresti pp. 429-461
RICERCHE

Prima della delimitazione del confine tra il protettorato francese di Tunisia e i territori ottomani della Libia, nel 1910, la regione di frontiera era un luogo di passaggio attraverso il quale popolazioni dei due territori si spostavano seguendo i cicli delle attività agropastorali, per questioni economiche o in conseguenza di avvenimenti politici. Storicamente questo spostamento aveva interessato in maniera maggiore le popolazioni tripolitane, tanto che una parte notevole degli abitanti della Tunisia era di origine tripolitana, e come tale era riconosciuta dal nome di trabelsiyya attribuito ai suoi componenti.

L’emigrazione tripolitana ebbe un incremento notevole dopo la conquista italiana di Tripoli: era un fenomeno estremamente negativo per la nuova colonia italiana, che vedeva depauperarsi una regione già poco popolata, mentre il protettorato francese si avvantaggiava dell’apporto di nuova forza lavoro.

Intorno a questa emigrazione, tra il 1911 e il 1914 si svolse un’intensa controversia tra Roma e Parigi in seguito ai mutamenti nello statuto giuridico dei tripolitani derivati dalla nuova situazione coloniale. Mentre il governo di Roma riteneva legittimo il riconoscimento ai suoi sudditi libici di Tunisia dei privilegi riconosciuti agli italiani dagli accordi vigenti, il governo di Parigi lo vedeva come un pericolo per la sua sovranità: in prospettiva, come un’arma ulteriore che l’Italia avrebbe potuto usare nella sua rivendicazione del territorio di Tunisi, fondata su una presenza italiana quantitativamente importante all’interno del protettorato.

Parole chiave: rifugiati politici, migranti, questioni confinarie, sudditi italiani di Libia, Tunisia.

 

Political refugees and migrants, border issues and sovereignty disputes: the «Italian subjects of Libya» in Tunisia (1911-1914)

Prior to the delimitation of the border in 1910, the frontier region between Tunisia and the Ottoman territories of Libya was a passage through which populations of the two territories moved along the cycle of agro-pastoral activities, for economic reasons or as a result of political events. Historically, this shift had greatly affected the Libyan territory: an important part of Tunisia’s inhabitants was of Tripolitanian origin, and as such it was recognized by the name of Trabelsiyya attributed to its members.
The Tripolitanian emigration had a remarkable increase after the Italian conquest of Tripoli: it was an extremely negative phenomenon for the new Italian colony, which saw the depopulation of an already under-populated region, while the French protectorate benefited from the contribution of this workforce.
Around this emigration, between 1911 and 1914 there was an intense dispute between Rome and Paris as a result of the changes in the legal status of Tripolitanians, derived from the new colonial situation. While the Government of Rome found it legitimate for his Libyan subjects in Tunisia to share the privileges recognized to Italians in the existing italo-french agreements, the Paris government saw it as a danger to its sovereignty: in perspective, as a further weapon that Italy could have used in his claim of the territory of Tunis, based on a quantitatively important Italian presence within the protectorate.

Keywords: political refugees, migrants, border issues, Italian subjects of Libya, Tunisia.


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