Storie universali di famiglia: donne e nazione fra Italia e «Vicino Oriente»

ANNO 59 2018
N. 4, OTTOBRE-DICEMBRE
Catia Papa, pp. 1055-1077
RICERCHE

Il saggio indaga il rapporto tra immaginario nazionale e culture femministe nell’età di massima espansione dell’egemonia coloniale europea. Nella prima parte è tematizzata la struttura di genere delle narrative occidentali del progresso nelle loro declinazioni in altrettanti quadri nazionali. L’obiettivo è chiarire l’investimento sulle donne dei progetti identitari nazionali che concorre, con le sue ambivalenze, alla nascita dei femminismi occidentali e contrassegna il nazionalismo su scala globale. L’indagine si concentra quindi sui circoli femministi italiani tra Otto e Novecento, anch’essi impegnati a fronteggiare un’idea di progresso in ultimo suffragata dalla figura consensualmente subalterna della donna madre e madrina della famiglia-nazione. Le storie e cronache della famiglia nel mondo si offrono allora a una rivisitazione femminile della civilizzazione tesa a valorizzare le donne come soggetti attivi e dirimenti di ogni effettivo sviluppo nazionale. La critica agli arcaismi patriarcali occidentali si nutre di stereotipi orientalisti ma al contempo si propone come terreno di confronto con i primi gruppi femministi nati ai margini o all’interno degli imperi coloniali, in particolare col nascente femminismo egiziano, a sua volta condotto a ripensare le tradizioni di civiltà al femminile del mondo arabo e musulmano e proprie del popolo egiziano. Un esempio di storie connesse sotto il segno normativo del nazionalismo, al tempo stesso omologante e conflittuale, nell’età dell’imperialismo.

Parole chiave:  donne, famiglia, nazione, storie connesse 

 

Universal histories of family: women and nation between Italy and the «Near East»

This essay investigates the relationship between national imagination and feminist cultures in the age of expansion of European colonial hegemony. The first part addresses the gender structure of Western narratives of progress in their articulation in as many national contexts. The aim is to clarify the investment in women by national identity projects, an investment that, with all its ambivalences, contributed to the emergence of Western feminisms and was to be the mark of nationalism on a global scale. The analysis then focuses on Italian feminist circles between the nineteenth and twentieth centuries, committed like the others to taking on an idea of progress ultimately legitimated by the consensually subordinate figure of the mother and godmother of the family/nation. The histories and chronicles of the family in the world thus lend themselves to a feminist rereading of civilization tending to value women as active and essential subjects of all effective national developments. The critique of Western patriarchal archaisms was fostered by Orientalist stereotypes, but at the same time proposed itself as a field for an encounter with the first feminist groups born on the margins of or within the colonial empires, and particularly with nascent Egyptian feminism, which in turn was beginning to rethink the traditions of the Arab and Muslim world and those of the Egyptian people. It is an example of histories connected under the normative banner of nationalism – both homologating and conflicting – in the age of imperialism.

Keywords:  women, family, nation, connected histories  


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